Una lunghissima standing ovation per la conclusione di una conferenza carica non solo di politica ma di tantissima umanità da parte di ciascuno degli ospiti.
Roberto Saviano ha incontrato Yulia Navalnaya nel merito dell’edizione 2026 di Lugano Endorfine Festival, già ospite affezionato dall’anno scorso, la Navalnaya era stata la sua prima proposta, ma in quel momento evidentemente non era attuabile.
Breve feedback di Saviano in apertura:
“Si tratta della vedova del celebre dissidente russo Aleksej Navalnyj, avvelenato e deceduto in una colonia penale della Siberia nel 2024. Pensiamo i motivi ed il mandante siano evidenti per tutti noi.
Sulla sua vita e questi fatti, era stato prodotto nel 2022 un documentario intitolato con il suo cognome, diretto da Daniel Roher, che vinse un Premio Oscar nel 2023. L’avvelenamento nervino ebbe luogo nel 2020, durante un volo in Siberia. Per giungere ai motivi, poi la pellicola si snoda ovviamente sul lavoro svolto da Aleksej per scoprire i responsabili, insieme al giornalista Christo Grozev. Nel documentario si narra anche della sua consapevole decisione di rientrare a Mosca, anche se sapeva sarebbe stato subito arrestato.”
( ndr- Notizie sulla reperibilità: il doc è disponibile su piattaforme streaming come Prime Video. In Italia è stato trasmesso anche dal canale Nove.)
Durante l’incontro al Palacongressi di Lugano, è stata prima di tutto raccontata la metodologia: il veleno era stato messo sulle mutande del dissidente e reagendo in modo normale con il sudore, diede avvio all’effetto…
Questo sarà un po’ il fil rouge di tutto il dibattito-intervista: chi si ribella ad un sistema totalitario, paga con il suo corpo, spesso fino alla morte.
Navalny ha sempre saputo che l’epilogo poteva essere questo, ma si sentiva appartenente al suo Paese e voleva lottare per cambiarne le leggi ad ogni costo.
“… Anche auto denunciandosi, come faceva ad esempio la recentemente scomparsa Emma Bonino: a volte solo pagando su se stessi il prezzo di leggi sbagliate ed ingiuste, le si può cambiare per la collettività!”, ha ricordato il giornalista .
“Questa intervista è quanto più urgente ed importante anche per l’opinione pubblica internazionale, alla luce del fatto che le prossime elezioni russe sono alle porte: avranno luogo dal 18 al 20 settembre.
Le elezioni avverranno ricordando che un altro dissidente è in prigione con una condanna ad 11 anni per un post che voleva incentivare ad opporsi a Putin: parliamo di Shlosberg, un acerrimo oppositore del Presidente russo.”
Dopo questa ricca introduzione, Saviano ha chiesto alla Navalnaya chi sta intentando ora una opposizione al partito putiniano, l’Unita’.
“C’è solo un piccolo partito liberale e pacifista contrario alla guerra ed al regime di Putin, e si chiama Yabloko, e sarà sicuramente subito bannato dalle elezioni! Io consiglio di recarsi a votare lo stesso contro partito di Putin, perché anche se sappiamo che le votazioni saranno truccate quanto si vuole, almeno gli si potrà dare uno smacco forte, vedendo quanti cittadini non lo scelgono. Questo piccolo partito compie un lavoro incredibile: se prima per raggiungere gli elettori bastava una settimana, ora con i metodi di silenziamento, si è giunti ad un mese prima e ad un anno poi”, ha risposto Y.N.
“Per contrastare la farsa delle votazioni putaniane, dal 2018 utilizziamo il sistema dello Smart Voting, ideato da mio marito, ed è per ora l’unico sistema con il quale tentiamo di sconfiggere il monopolio. L’eredità di questa strategia è stata raccolta dai collegi di mio marito, all’Opposizione Russa tramite la Fondazione Anti-Corruzione, l’FBK. Si può considerare un sistema di voto intelligente, perché sprona i cittadini a riflettere e comprendo che qui da voi non sia di facile comprensione. In realtà non conta chi sia chi vota, se sia davvero intelligente o una bravissima persona senza difetti, non ci servono angeli, come non conta che siano perfetti i membri della fondazione o del partito oppositore: a noi serve solo che si oppongano a Putin. Votare è importante anche se oggi sappiamo che le votazioni saranno manipolate! Non andare a votare contro, significa solo permettere a Putin di continuare ad inorgoglirsi, credendo di star compiendo un ottimo lavoro!”
“Comprendere da qui le dinamiche russe non è facile, molti sono convinti che una opposizione alla guerra che certamente non è mai giusta, si metta in atto ad esempio smettendo di inviare armi a Zelensky e che questo significhi dichiararsi pacifisti.”, ha specificato.
È intervenuto Saviano per esprimere una riflessione:
“La democrazia si valuta sulla qualità della vita di chi si oppone al potere, e si tratta di una riflessione ai suoi tempi già fatta da Silone e Mann, ad esempio. Quindi non solo sulla libertà di stampa, perché se paghi con il terrore anche per la tua famiglia ed oggi può capitare anche qui in Occidente, sei chiaramente bloccato nell’opporti. Non tutti possono farcela a compiere un simile sacrificio e non si può esigere.
Spesso noi al di qua sottovalutiamo le conseguenze della resistenza alle autarchie!”
I tempi saranno lunghi per raggiungere la democrazia in Russia?
“E’ molto semplice la domanda ma non la risposta, non possiamo prevederlo ma non possiamo stare seduti ad aspettare, ciascuno di noi deve fare quello che può, forse ci vorranno 10 anni, forse 20… Forse mai come concetto di democrazia vera e propria.
Io consiglio di fare piccole cose ogni giorno, tutto conta e ciascuno deve fare ciò che riesce ed è in suo potere. Molto dipende anche dalla stabilità politica di Putin e da quanto consenso davvero riesce ancora a riscuotere.
Vi era ai tempi uno slogan inventato da mio marito: “15 min al giorno da tutti di lotta al regime! In questo modo tu prendi una decisione su da che parte stare e senza pensare al sacrificio finale, che non tutti sopportano e non può essere chiesto a tutti…”
Navalnaya ha poi posto l’accento sull’esempio dell’uso dei social network per le cause, esprimendo una speranza concreta:
“Grazie ai social media possiamo seguire molti attivismi, come quelli ecologici, possiamo seguirli anche da lontano, e cerchiamo così di formarci in modo indipendente sui sistemi per unirci e comunicare, ed un giorno raggiungendo un numero sempre più vasto di persone, potremo scendere in piazza e ci sentiremo forti!”
“Nelle elezioni occidentali – ha osservato ancora Saviano -, abbiamo sempre l’impressione che votando non cambierà nulla. Forse per questo motivo, negli USA per esempio si crede che disturbare sia tutto ciò che conta, e si è votato Trump senza nemmeno aver letto tutta la Campagna, solo allo scopo di far saltare il banco, di dare un segnale forte; e questo si è visto anche in Italia. Cosa risponderesti a chi qui ritiene inutile votare?”
“Voi davvero avete elezioni democratiche mentre noi in Russia non possiamo averle. Nessuno ci crede ma se non vai a votare, supporti ancora chi non mantiene le promesse”.
Come lottare in modo efficace contro Putin?
“Il riciclaggio e la criminalità russa attraversano la Svizzera, Cipro e l’Austria. Cipro era quella che investiva di più e seguire il denaro russo è complicatissimo. Ciò che conta sono i custodi di questo denaro e ci vuole una caccia a chi nasconde questi soldi di Putin in Europa, si tratta di un capitalismo mafiosamente tenuto in piedi dai suoi finanzieri ed avvocati. Per colpire lui, bisogna scovare loro.
Molto spesso i politici europei comprendono tutto molto bene ma hanno paura e il più delle volte non è nemmeno di Putin, ma dei suoi collaboratori, che chiedono l’applicazione di leggi europee che da loro non applicano.
Bisogna fare pressioni su chi collabora e molti hanno cittadinanza europea e svizzera.
Attuare le sanzioni delle quali si dibatte da molti anni, e’ abbastanza inutile: non è mai successo che Putin se ne sentisse colpito. A volte poi, si vanno a colpire suoi collaboratori che fanno il lavoro sporco per lui, ma sono già molto poveri, quindi una sanzione non può toccarli minimamente.
I parlamentari europei devono smettere di essere noiosi!
Sono anni che ci dicono sempre che quel tal pacchetto di sanzioni farà pressioni su Putin ma fino adesso non abbiamo visto nulla di ciò.
Nel 2014 abbiamo visto con la Crimea le sanzioni poste ai funzionari che tanto non avevano nulla, quindi Putin ha capito che poteva fare come voleva perché non avrebbero sortito effetto su di lui.
Le sanzioni contro chi aveva concretamente avvelenato mio marito? Ma anche qui non è stato toccato nulla: sono persone poverissime non hanno neanche un passaporto per viaggiare, quindi non le si può colpire su nulla.
Alcune sanzioni colpiscono russi sbagliati!
Prendere decisioni a livello europeo è sicuramente difficile, ma a Putin non importa delle persone in generale, solo dei famigliari stretti e poi gli interessano i suoi soldi!”.
Saviano:
“Il regime russo agisce da sempre con la strategia di farlo in un modo in cui sembri che non sono stati loro, ma chissà, quali bande potrebbero averlo fatto e spiazza l’opinione pubblica: l’arbitrio politico acquisisce così un potere immenso, perché al momento giusto instillerà ancora il dubbio che il colpo arrivi proprio da lui, ma lasciando sempre nel dubbio il popolo se lui sia davvero così crudele. Ad esempio, parlando pubblicamente di Navalnyj, non l’ha mai fatto chiamandolo per nome. Si riferiva a lui sempre come ‘quell’uomo ricoverato in Germania’…
Non c’è una esecuzione rivendicata e l’eroismo di chi combatte contro Putin diventa così diventa ancora più preziose, perché non hanno difronte un nemico che dichiara le proprie azioni, e non si possono per questo creare delle fazioni che uniscano meglio il popolo, questa è una strategia precisa di Putin”.
“La guerra di Putin contro la nostra famiglia è sommersa infatti ma si fa capire benissimo. Anche i fratelli di mio marito erano già stati in prigione così come tutti gli alleati ed i suoi colleghi sono sempre sotto indagine, solo per il fatto di aver avuto a che fare con lui.
Mio marito non ha fatto questo di sicuro per la carriera l’ha fatto invece per i suoi figli ! A chi mi chiede quindi se i nostri figli pagano un prezzo troppo elevato, rispondo che di sicuro tutti vorremmo una vita normale, ma è per il loro futuro che mio marito si è sacrificato. E non avremmo mai immaginato un giorno di finire in esilio!
I miei figli sono orgogliosi del padre, del quale capiscono molto bene il valore.”.
Saviano ha chiesto allora a Y. N. di raccontare qualcosa di come hanno vissuto personalmente la situazione.
“È stata dura. Credo però che la cosa peggiore sarebbe rinunciare e smettere di vivere e ridere.
Devo fare tutto ciò che posso per conservare una vita normale. In Russia eravamo più che moglie e marito, eravamo anche migliori amici e alleati, il mio lavoro è di portare avanti ciò che avevamo iniziato, il suo ricordo ce lo fa desiderare.”.
Saviano ha quindi fatto una riflessione di confronto e lo ha fatto con commozione, come Yulia, quando si è dovuta interrompere, ricordando il marito ed il loro rapporto:
“Con le mie scelte ho compromesso la felicità della mia famiglia, invece quando ho visto la vostra famiglia, io ho visto un grande talento per la felicità! Come sopportano i tuoi figli questo timore? La mia famiglia per esempio ha pagato moltissimo…”.
“Io posso solo augurami di sapere sempre cosa hanno nel cuore i miei figli. Sono molto simili a me, ottimisti, mio figlio maggiore è divertente e anche simile al padre da come scherza, ha diciotto anni adesso ma ha visto l’ultima volta suo padre a dodici anni, e credo sappiate tutti che per ogni ragazzo sarebbe bello avere avuto un’altra vita, ma mi supportano, io ho sensi di colpa verso di loro”
Saviano:
“Tutti abbiamo visto l’immagine di tuo marito in tribunale, in cui disegna un cuore con le mani verso di te, trasformando l’amore in un gesto anche politico; e l’ultimo messaggio pubblico è stata una nota di San Valentino per te…”.
Yulia: “Essere innamorati e progettare e sentirsi dalla stessa parte è stato l’inizio del nostro rapporto.
Io credo che tutta la nostra forza sia stata il supporto reciproco prima dell’amore, e… “, si commuove e non riesce a continuare… “Spero abbia fatto la differenza soprattutto per lui sapere di essere amato, anche mentre era incarcerato!”, ha concluso a bassa voce.
“Io lo penso ogni giorno, ho fatto del mio meglio sempre, per fargli arrivare il mio amore e supporto, non è come essere a capo dell’opposizione da voi, si rischiano di continuo la prigione si hanno perquisizioni improvvise per strada. E’ difficile far arrivare un messaggio a chi è in prigione.
Io non ho preso il suo posto il mio è completamente diverso, io non posso più avere le nostre mani unite, e questa mancanza mi peserà per sempre sul cuore. Quando andavo a trovarlo, a parte il fatto che potevamo essere ascoltati, non era più importante parlare di lotta e di politica. Io facevo di tutto per parlargli delle cose del vivere quotidiano… Le piccole cose sono quelle che contano davvero in qualsiasi rapporto, anche il nostro!”.
Saviano ha così commentato in conclusione di conferenza:
“Aleksej ha continuato a sorridere, è stato come un canto umano, un manifesto, il suo corpo in tribunale, il suo corpo la battaglia, e il suo corpo in ogni lotta e pressione. L’ho sperimentato anche io nei tribunali italiani, e il tuo corpo deve portare il peso. Sfuggire dall’ingiustizia è un’altra cosa, sarebbe più facile, il prezzo da pagare è tutto sulla tua carne, tu testimoni il cambiamento che vuoi nel tuo Paese e porti il tuo corpo in una ferita apert. Lui civava la paura di essere dimenticato e lo accettava, invece ci sono sempre fiori sulla sua tomba!
Se tu potessi dirgli una sola frase, oggi cosa vorresti dirgli?.
“Penso siamo stati una coppia fortunata perché nulla di straordinario è stato importante come i momenti semplici a cui anelavamo!”.
A cura di Monica Mazzei
Redattrice culturale per
TicinoNotizie.it











