RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
In occasione del Pride patrocinato dal Comune di Legnano abbiamo scelto di esprimere pubblicamente il nostro pensiero attraverso tre striscioni, ciascuno dei quali vuole porre una domanda politica precisa all’Amministrazione comunale e alla cittadinanza.
“Islam corteggiato, Pride patrocinato, Radice smascherato”
Con questo striscione vogliamo evidenziare quella che riteniamo una contraddizione politica dell’amministrazione Radice. Da una parte, durante la campagna elettorale e nel corso del mandato, si è cercato il dialogo con la comunità islamica cittadina; dall’altra si concede il patrocinio a una manifestazione che rivendica valori e diritti sui quali, in molte realtà e culture di matrice islamica, esistono posizioni profondamente differenti.
Riteniamo legittimo chiedere all’Amministrazione come concili posizioni e interlocutori tanto distanti quando decide di attribuire il proprio sostegno istituzionale.
“Tra degrado e carnevale, col patrocinio comunale”
Legnano ha problemi concreti che meritano attenzione: lavori pubblici che si protraggono, cantieri, manutenzione e difficoltà che hanno interessato anche l’apertura delle scuole. In questo contesto riteniamo discutibile la scelta dell’Amministrazione di attribuire particolare rilevanza istituzionale al Pride.
Definendolo provocatoriamente «carnevale», contestiamo soprattutto la spettacolarizzazione che, a nostro giudizio, contraddistingue alcune manifestazioni Pride. Crediamo infatti che i diritti non si chiedano con provocazioni, volgarità ed esibizioni carnevalesche, ma con rispetto, ragionamento e senso della misura, valori che sentiamo coerenti con la nostra idea di comunità e con la tradizione in cui ci riconosciamo.
“Giù le mani dal Guerriero di Legnano”
Il terzo striscione riguarda qualcosa che va oltre il Pride: l’identità della nostra città.
La figura tradizionalmente identificata con Alberto da Giussano e il Guerriero di Legnano non appartiene a una parte politica, a un’associazione o a una manifestazione. È un simbolo nel quale si riconosce la città e che attraversa la sua storia e la sua tradizione.
Per questo contestiamo la scelta di reinterpretarne graficamente l’immagine utilizzando i colori dell’arcobaleno e di intervenire persino sull’Inno di Mameli per adattarlo alla comunicazione dell’evento. Non perché qualcuno debba essere escluso dall’identità cittadina, ma per il principio opposto: un simbolo che appartiene a tutti non dovrebbe essere trasformato nel logo di una singola iniziativa.
I nostri striscioni vogliono quindi aprire una critica politica sulle priorità dell’Amministrazione, sulla coerenza delle sue scelte e sulla tutela dei simboli della città.
Noi abbiamo scelto di farlo difendendo le nostre idee e, soprattutto, rivendicando ciò che consideriamo patrimonio comune di tutti i legnanesi.
Lealtà Azione Legnano












