HomeAmbienteNaviglio Grande, in campo anche la tecnologia bresciana per recuperare gli idrocarburi

Naviglio Grande, in campo anche la tecnologia bresciana per recuperare gli idrocarburi

L’emergenza ambientale provocata dallo sversamento di idrocarburi nel Naviglio Grande ha coinvolto anche una realtà tecnologica bresciana. Nelle operazioni avviate per contenere e rimuovere la contaminazione è infatti entrata in azione la tecnologia FoamFlex, sviluppata da T1 Solutions, società con sede operativa a Nave.

Le particolari spugne antisversamento sono state impiegate nella Darsena di Milano per intercettare e recuperare i residui oleosi arrivati al termine del percorso dell’inquinante, che ha interessato circa 28 chilometri del corso d’acqua.

L’allarme era scattato venerdì 4 settembre nel territorio del Magentino. Il materiale riversato nel reticolo idrico, composto principalmente da gasolio e oli esausti, ha seguito il corso del Naviglio Grande raggiungendo progressivamente Milano e provocando una situazione di forte preoccupazione per l’ambiente e la biodiversità.

Per fronteggiare l’emergenza sono state posizionate sette barriere lungo il Naviglio e sono state disposte temporanee limitazioni alle attività di navigazione, pesca e irrigazione. Nel complesso, secondo quanto riportato dal Giornale di Brescia, sono state aspirate circa 500 tonnellate di liquidi
contaminati, grazie all’impiego di una quarantina di macchinari. Il materiale raccolto viene quindi trasferito agli impianti di trattamento, dove acqua e idrocarburi vengono separati.

Le spugne che assorbono l’olio e respingono l’acqua

È in questo complesso dispositivo di bonifica che si inserisce FoamFlex, una tecnologia pensata proprio per affrontare gli sversamenti di oli e idrocarburi in acqua.

Il principio è quello dell’assorbimento selettivo: la spugna cattura le sostanze oleose ma non trattiene l’acqua. Una volta satura, può essere strizzata per recuperare gli idrocarburi assorbiti e successivamente riutilizzata. Secondo le caratteristiche del sistema, il materiale può arrivare a essere utilizzato fino a 200 volte, riducendo così anche la quantità di rifiuti contaminati destinati allo smaltimento.

Il polimero ecologico alla base di FoamFlex è coperto da brevetto ed è presente sul mercato dal 2021. La sua capacità di recuperare selettivamente gli idrocarburi consente inoltre di recuperare l’olio raccolto e procedere a nuovi utilizzi della spugna.

Una dotazione già presente sul territorio

Un elemento particolarmente significativo, emerso nel racconto del Giornale di Brescia, riguarda la disponibilità immediata della tecnologia. Le FoamFlex utilizzate nella Darsena non sono state fatte arrivare appositamente dopo lo sversamento, ma erano già presenti sul territorio milanese dal dicembre dello scorso anno.

La disponibilità preventiva era legata alla Water Defenders Alliance promossa da LifeGate e al progetto «Mission to Blue», sostenuto da Hyundai Italia. Una dotazione già pronta all’utilizzo che ha permesso di intervenire rapidamente sui residui oleosi arrivati fino alla Darsena.

«Quanto accaduto dimostra soprattutto l’importanza della prevenzione – ha sottolineato Alessandro Taini, ceo di T1 Solutions, secondo quanto riportato dal quotidiano bresciano –: in un’emergenza non basta disporre della tecnologia, è fondamentale che questa sia già presente sul territorio e pronta per essere utilizzata».

T1 Solutions, nata nel 2014, ha la sede operativa in via Brescia a Nave e quella legale a Brescia. Oggi è una Pmi innovativa e società benefit e sviluppa soluzioni per la prevenzione e la gestione degli sversamenti di oli e idrocarburi, con applicazioni che riguardano emergenze ambientali, porti e marine, oltre ai comparti industriale, navale e Oil & Gas.

Procura al lavoro sull’origine dello sversamento

Nel frattempo proseguono le attività di bonifica e gli accertamenti per individuare l’origine della contaminazione. La Procura di Milano ha aperto un fascicolo per inquinamento delle acque, al momento contro ignoti.

Tra le ipotesi investigative c’è anche quella di uno sversamento illecito nella rete fognaria. Gli accertamenti dovranno quindi stabilire come gli idrocarburi siano finiti nel sistema idrico e abbiano poi raggiunto il Naviglio Grande.

L’intervento rappresenta intanto una concreta applicazione sul campo della tecnologia sviluppata a Nave, chiamata a contribuire alla gestione di una delle emergenze ambientali più rilevanti che hanno interessato il territorio lombardo nelle ultime settimane.

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