L’Asst Ovest Milanese tra i centri d’eccellenza della nuova rete regionale di chirurgia vascolare

L'Ospedale di Legnano è tra le 17 strutture lombarde di Gruppo A, abilitate a trattare l'intera patologia aortica, comprese le forme più complesse

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Con la deliberazione n. XII/6657, Regione Lombardia ha costituito la Rete regionale della Chirurgia Vascolare e approvato il modello organizzativo per la presa in carico dei pazienti affetti da malattia aortica acuta e cronica.

Nell’ambito della classificazione dei centri regionali, l’ASST Ovest Milanese è stata inserita nel Gruppo A, il livello più elevato previsto dal provvedimento: quello dei centri in grado di gestire tutta la patologia aortica, compresi gli interventi con endoprotesi custom e ramificate e il trattamento dell’aorta toracica.

Il posizionamento deriva dall’applicazione di criteri espliciti e verificabili: l’analisi dei dati del Programma Nazionale Esiti e dei flussi delle Schede di Dimissione Ospedaliera relativi al periodo 2023-2025. A Legnano ogni anno vengono eseguiti oltre 600 interventi di cardio chirurgia. In aggiunta, un centinaio di operazioni riguarda le varie patologie dell’aorta e altre 50 sono considerate ad elevata complessità e vengono realizzate in collaborazione fra la Cardiochirurgia e la Chirurgia Vascolare. La rete aziendale, oltre all’ospedale di Legnano, coinvolge tutti gli altri presidi, in base alle differenti esigenze e complessità.

“Il riconoscimento del Gruppo A per l’Ospedale di Legnano è la conferma, su base oggettiva – dichiara Francesco Laurelli, Direttore Generale dell’ASST Ovest Milanese – di un percorso costruito negli anni. Regione Lombardia ha valutato volumi di attività, esiti, dotazione tecnologica e requisiti organizzativi: essere collocati nel livello più alto della Rete significa che la nostra Azienda risponde a standard che pochi centri in Lombardia possono garantire”.

“È un risultato che appartiene ai professionisti dell’ASST Ovest Milanese – aggiunge il Direttore Sanitario Valentino Lembo – e rafforza il ruolo di Legnano come punto di riferimento per un territorio ampio, all’interno di una rete regionale che valorizza la concentrazione delle competenze proprio dove queste producono i migliori risultati clinici. Il nostro impegno ora è consolidare e sviluppare ulteriormente questa posizione, investendo sui professionisti oltre che in tecnologia, formazione e organizzazione”.

“La letteratura scientifica è chiara: l’organizzazione in rete della chirurgia vascolare – spiega il dott. Germano Di Credico, Direttore del Dipartimento Cardio Vascolare e della Cardiochirurgia di Legnano – secondo criteri di volume, esito e distribuzione territoriale, si traduce in una riduzione della mortalità e delle complicanze. Il Gruppo A non è un’etichetta, è la responsabilità di trattare i quadri più complessi con la sicurezza che questi richiedono.

A Legnano questa capacità si fonda su un modello di lavoro multidisciplinare che nel Dipartimento Cardiovascolare ha già una sua espressione consolidata nell’Heart Team: cardiochirurghi, cardiologi, emodinamisti, anestesisti, chirurghi vascolari e gli altri specialisti coinvolti nel percorso condividono dati clinici, esami e caratteristiche del paziente, mettendo a confronto le diverse opzioni terapeutiche prima di arrivare alla decisione”.

“Un Heart Team non nasce accostando specialisti diversi – prosegue il dott. Di Credico – ma si costruisce nel tempo, attraverso una crescita professionale e culturale comune. È questa cultura del confronto che permette di scegliere, caso per caso, tra chirurgia tradizionale, tecniche mininvasive e procedure interventistiche, valutando benefici, rischi e caratteristiche individuali. La tecnologia non sostituisce la competenza: la amplifica.”

UN MODELLO CHE INTEGRA VASCOLARE E CARDIOCHIRURGIA

“L’inserimento nel Gruppo A valorizza la stessa impostazione – sottolinea il dott. Emidio Costantini Brancadoro, Direttore S.C. Chirurgia Vascolare – che caratterizza l’attività cardiovascolare dell’ASST Ovest Milanese: un percorso di cura articolato e personalizzato, nel quale l’accesso chirurgico è uno degli elementi di una strategia complessiva e non un obiettivo in sé. Open surgery, tecniche mininvasive e procedure endovascolari non sono percorsi contrapposti, ma strumenti differenti da valutare in funzione del singolo caso: l’età e le condizioni generali del paziente alle patologie associate, le caratteristiche anatomiche e la tipologia della malattia. Lo stesso approccio prosegue oltre il momento decisionale e oltre la sala operatoria, accompagnando il paziente dalla preparazione all’intervento alla gestione post-operatoria e al follow-up”.

COSA PREVEDE LA RETE REGIONALE
La delibera regionale definisce gli obiettivi prioritari della nuova Rete: lo screening e l’individuazione precoce del paziente con malattia vascolare, l’integrazione con le altre reti dell’area cardio-cerebro-vascolare (Rete Infarto, Rete Ictus, Rete Riabilitazione Cardiovascolare), la predisposizione di percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali condivisi e il monitoraggio degli esiti.

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