Ci sono eventi meteorologici che diventano, nel tempo, parte della memoria collettiva di un territorio. Per Casorezzo e per diversi comuni del Nord-Ovest milanese, uno di questi porta una data precisa: 18 agosto 1986.
Quarant’anni fa, nel tardo pomeriggio di una calda giornata d’estate, quello che sembrava essere l’ennesimo temporale estivo si trasformò improvvisamente in una delle più violente grandinate mai ricordate nella zona.
A rievocare quella giornata è stato in questi giorni il meteorologo Marcello Mazzoleni, che all’epoca aveva appena otto anni e già coltivava la passione per il tempo atmosferico. Nei suoi quaderni di allora aveva annotato per Magenta: «Massima 33, minima 16 di sera, temporalone con bufera di vento, grandine, tapparelle bucate, hanno fatto vedere Casorezzo in televisione».
Una descrizione quasi ingenua, scritta da un bambino, che oggi restituisce però tutta la straordinarietà di quello che stava accadendo a pochi chilometri di distanza.
Erano circa le 18 quando il sistema temporalesco raggiunse il territorio. Il cielo si oscurò rapidamente e, in pochi minuti, il vento e la grandine si abbatterono con una violenza impressionante.
Le testimonianze raccolte negli anni parlano di raffiche superiori ai 100 chilometri orari, mentre alcune ricostruzioni indicano valori ancora più elevati. I chicchi di grandine raggiunsero dimensioni eccezionali, in alcuni casi paragonate a quelle di mandarini o arance.
Il risultato fu devastante.
Tetti, tegole, infissi e antenne vennero danneggiati o distrutti; alberi e coltivazioni furono letteralmente massacrati. I campi di mais rimasero rasi al suolo e giardini e orti vennero gravemente colpiti.
Il Comune di Casorezzo, nel proprio racconto storico dell’evento, ricorda che in pochi minuti il terreno fu ricoperto da uno strato di grandine alto 20-30 centimetri, trasformando il paese in uno scenario quasi surreale.
E il freddo improvviso seguito alla tempesta fece il resto: la grandine rimase al suolo per giorni, arrivando secondo le testimonianze fino alla mattina del 20 agosto, mentre una sorta di gelida nebbiolina avvolgeva il paese.
Un vero e proprio paesaggio lunare nel cuore dell’estate.
La violenza del fenomeno non si concentrò soltanto su Casorezzo. La fascia maggiormente interessata si estese da Asmonte e Ossona nord a Furato, Casorezzo, Arluno nord, Villapia e Villastanza di Parabiago, coinvolgendo dunque una parte significativa del territorio dell’Altomilanese.
Gli studi meteorologici dedicati all’evento, pubblicati anche sulla rivista Nimbus, documentano la straordinarietà della grandinata e raccolgono testimonianze e immagini di Casorezzo e Inveruno, contribuendo a fissare scientificamente la memoria di quella giornata.
A Casorezzo i danni furono tali che il paese si trasformò per giorni in un enorme cantiere. Secondo la ricostruzione ufficiale del Comune, furono ripristinati circa 250 mila metri quadrati di coperture danneggiate. Una cifra che da sola dà la misura della devastazione.
Eppure, accanto alla furia della natura, rimase anche la capacità della comunità di reagire. Strade da liberare, tetti da riparare, alberi abbattuti da rimuovere, case e attività da rimettere in sicurezza: in pochi giorni Casorezzo seppe rimboccarsi le maniche e tornare lentamente alla normalità.
Quella del 18 agosto 1986 è dunque molto più di una vecchia cronaca meteorologica.
È una di quelle giornate che rimangono impresse nella memoria di chi le ha vissute e che, ancora oggi, vengono raccontate a chi allora non era nato.
Una testimonianza di quanto possa essere improvvisa e devastante la forza della natura. Ma anche della capacità di una comunità di rialzarsi dopo una tempesta.
Per chi volesse approfondire la straordinaria vicenda meteorologica del 18 agosto 1986, merita una particolare segnalazione il reportage realizzato da Andrea Bosoni (appassionato di Sedriano) per il Centro Meteo Lombardo, che raccoglie fotografie, testimonianze e una ricostruzione della storica grandinata di Casorezzo. Un prezioso documento d’archivio che consente di comprendere ancora meglio la portata di quella tempesta e i danni provocati sul territorio: http://www.centrometeolombardo.com/Files/Reportage/OldFoto/temporali/casorezzo.htm?fbclid=IwY2xjawTyHBhwZG9mBWV4dG4DYWVtAjEwAGJyaWQRMGg2UmpQN0JLdjIxdFZEdGFzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeAxLe0PNTvEOiKy3KSo-8IfH4eekVFfg81CvNX9E-hmU4bCznb4wOc2eqLv8_aem_9Ua3IXmVGjKSGyZr1fFiLw
A quarant’anni di distanza, la “grandine di Casorezzo” resta uno degli eventi meteorologici più impressionanti mai vissuti nel nostro territorio.
E basta ascoltare chi quel pomeriggio c’era per capire che, per Casorezzo, il 18 agosto 1986 non è mai stato soltanto un giorno d’estate.
È stato il giorno della grande grandinata.













