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Albairate, protesta clamorosa nel cantiere del Biciplan: stipendi in ritardo

Gli operai bloccano il traffico e si arrampicano sulla struttura in costruzione. Determinante la mediazione del sindaco per sbloccare la vertenza.

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A memoria di cronaca, quanto accaduto nella tarda mattinata di mercoledì 29 luglio ad Albairate non si era mai visto prima e non è dipeso affatto da un colpo di calore. Gli operai, impegnati nella realizzazione della stazione intermedia “Cambio” (linea 12 del Biciplan Metropolitano), che servirà a completare l’arteria ciclabile lungo la SP114, all’altezza del cavalcavia sul Naviglio, hanno inscenato una clamorosa protesta lungo l’alzaia dove sta sorgendo il manufatto.

Il motivo è da ricercare nel mancato pagamento dello stipendio di giugno da parte della ditta che li ha ingaggiati, alla quale era stato affidato in subappalto il lavoro dalla società appaltatrice, vincitrice della gara indetta da Città Metropolitana di Milano. La contestazione è iniziata con il blocco dei veicoli in transito lungo l’alzaia da parte di alcuni operai, mentre altri colleghi si sono arrampicati sull’armatura della struttura, raggiungendone la sommità e mettendo palesemente a rischio la propria incolumità. Le azioni di protesta hanno richiamato sul posto i Vigili del fuoco di Abbiategrasso, la Polizia locale di Albairate, il sindaco Flavio Crivellin e il responsabile di una delle due aziende coinvolte nel subappalto.

«Andiamo avanti e non scendiamo finché non ci pagano lo stipendio di giugno. E vogliamo garanzie anche per quello di luglio!». Sembra quasi di sentire le voci di questi uomini che da mesi lavorano con coscienza e che, nelle ultime settimane, hanno operato anche in condizioni estreme a causa delle alte temperature.

La situazione, nonostante le promesse e gli inviti a scendere rivolti dal basso, era giunta a un punto di stallo quando il sindaco di Albairate, Flavio Crivellin, ha deciso di arrampicarsi sulla struttura in costruzione, schierandosi al fianco degli operai. Un gesto con cui ha cercato di salvaguardarne l’incolumità, favorire la conclusione della protesta, consentire la ripresa della circolazione e aiutare i lavoratori a ottenere quanto legittimamente rivendicavano.

Alla fine, dopo quasi tre ore di trattativa “ad alta quota”, grazie anche all’intervento di un responsabile di una delle due ditte in subappalto, gli operai hanno potuto verificare direttamente dai propri smartphone l’avvenuto accredito degli stipendi di giugno, effettuato tramite bonifico istantaneo sui rispettivi conti correnti.

La determinazione dei lavoratori nel rivendicare i propri diritti e la volontà di risolvere rapidamente una situazione che avrebbe potuto sfuggire di mano hanno garantito il lieto fine. La vicenda, tuttavia, non può dirsi del tutto conclusa: lo stipendio di luglio non è ancora stato accreditato e i lavori non termineranno certo a breve. Ci sarà un’altra protesta in autunno?

Dopo l’arrampicata, Crivellin promette: «Il prossimo passo sarà convocare tutti entro la fine di agosto per un confronto che eviti il ripetersi di una situazione tanto incresciosa». E, con i prossimi cantieri autunnali e un contesto economico ancora difficile, c’è davvero da augurarsi che sia così.

Articolo tratto da Simona Borgatti su Baviglioparlante

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