HomeCronacaCarceri, il SAPPE punge Nordio: "Riceve Alemanno ma ci ignora"

Carceri, il SAPPE punge Nordio: “Riceve Alemanno ma ci ignora”

«Abbiamo appreso con autentico stupore e profonda amarezza che il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha ricevuto ieri, in via informale, Gianni Alemanno, accompagnato dal proprio legale, per affrontare la situazione delle carceri italiane. È una notizia che lascia sinceramente sconcertati». Lo dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE).

«Da mesi – denuncia Capece – chiediamo un incontro al Guardasigilli per rappresentargli la realtà delle carceri italiane vista con gli occhi di chi il carcere lo vive ogni giorno, non da detenuto ma da servitore dello Stato. Le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria operano ventiquattro ore su ventiquattro, trecentosessantacinque giorni l’anno, nelle sezioni detentive, affrontando aggressioni, tensioni, rivolte, carenze di organico, sovraffollamento e condizioni operative sempre più difficili. Eppure, nonostante le nostre reiterate richieste, il Ministro non ha mai ritenuto di ricevere il SAPPE, il sindacato maggiormente rappresentativo del Corpo». «Leggiamo che l’incontro con Alemanno si sarebbe svolto “in un clima di attenta condivisione dei temi e reciproca soddisfazione” e che si è parlato della situazione delle carceri, del trattamento dei detenuti, del sovraffollamento e perfino del sistema di calcolo degli spazi nelle celle. Temi certamente importanti, ma ci chiediamo come sia possibile affrontarli senza ascoltare chi garantisce ogni giorno la sicurezza degli istituti penitenziari e dello Stato.»

«Non contestiamo il diritto di chiunque, compreso un ex detenuto, ancorché già parlamentare e sindaco di Roma, di rappresentare le proprie valutazioni. Contestiamo invece una scelta istituzionale che continua a ignorare la voce della Polizia Penitenziaria. Per comprendere davvero la crisi delle carceri occorre ascoltare anche, e soprattutto, chi quella crisi la affronta quotidianamente indossando un’uniforme dello Stato.» Capece ricorda che il SAPPE attende da mesi risposte concrete su questioni ormai non più rinviabili. «Vorremmo poter dire direttamente al Ministro che chi indossa una divisa e garantisce ogni giorno la sicurezza dello Stato non può essere lasciato privo di adeguati strumenti di difesa. È indispensabile intervenire immediatamente dotando il personale di strumenti di autotutela, a partire dallo spray al peperoncino, già ampiamente sperimentato come presidio efficace e non letale. Le continue aggressioni contro gli appartenenti al Corpo dimostrano che non bastano più le rituali manifestazioni di solidarietà dopo ogni episodio di violenza. Servono decisioni immediate, coraggiose e concrete.»

«L’inerzia delle istituzioni rischia di produrre un pericoloso effetto emulativo, alimentando nei detenuti più violenti la convinzione che aggredire il personale sia un comportamento sostanzialmente privo di conseguenze. È un messaggio devastante che mina l’autorevolezza dello Stato all’interno degli istituti penitenziari.»

Il segretario generale del SAPPE conclude con un appello diretto al Guardasigilli: «Proteggere chi ogni giorno protegge la collettività è un dovere dello Stato. La sicurezza degli operatori della Polizia Penitenziaria deve diventare una priorità assoluta, perché senza la sicurezza di chi lavora nelle carceri non può esserci la sicurezza degli istituti penitenziari né quella dell’intero sistema Paese. Per questo rivolgiamo ancora una volta un invito pubblico al Ministro Nordio: convochi finalmente il SAPPE. Perché le carceri italiane non si cambiano ascoltando una sola voce, ma confrontandosi anche con chi, ogni giorno, ne sostiene il peso, le responsabilità e i rischi al servizio delle istituzioni.»

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