Circa 12mila tonnellate di rifiuti inerti e più di 500 tonnellate di terre da scavo contaminate da idrocarburi e Ipa (Idrocarburi Policiclici Aromatici), sostanze potenzialmente tossiche e cancerogene, smaltite illecitamente per un risparmio di circa 300mila euro sui costi di smaltimento e un’evasione dell’ecotassa regionale per ulteriori 350mila euro.
Queste le cifre del traffico illecito di rifiuti scoperto dai Carabinieri del nucleo investigativo e del gruppo Forestale di Verbania nell’ambito dell’indagine denominata “Terre Pulite”, culminata oggi nell’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Torino nei confronti di 8 persone (una delle quali già detenuta per altra causa) principalmente attive nelle province del Verbano-Cusio-Ossola e di Novara. I reati contestati sono estorsione aggravata con il metodo mafioso, traffico illecito di rifiuti, intestazione fittizia di quote societarie, trasferimento fraudolento di valori, usura aggravata, detenzione e porto illegale di armi da fuoco.
Le indagini, coordinate dalla Dda di Torino, hanno tratto origine dall’analisi sulla gestione dei rifiuti (terre e rocce di scavo) di un sito cantieristico nel comune di Verbania. Al centro dell’attività illecita è stato identificato un 50enne residente a Meina (Novara), rispetto al quale sono emersi collegamenti con la cosca di ‘ndrangheta Morabito-Palamara-Bruzzaniti originaria di Africo (Reggio Calabria) ma con rilevanti proiezioni nel Nord Italia, e con soggetti vicini alla cosca Iamonte. Sono stati acquisiti inoltre importanti elementi per sostenere che ricorresse al metodo mafioso per la soluzione delle controversie e che le sue condotte abbiano determinato sul territorio intimidazione e omertà












