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#DATACENTER: il Ministero chiede chiarimenti e Namira chiede più tempo ma nessuno stop alla procedura

La nota dei Dem: "Questo dimostra che avevamo ragione noi a chiedere maggiore trasparenza". Gelli: "Il PD ha preso un granchio. Si tratta solo di una dilazione dei tempi ampiamente prevista". E l'operatore conferma: "Nessuno stop alla procedura"

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“Un primo, fondamentale punto a favore della trasparenza e della tutela del territorio. La complessa vicenda legata al progetto del nuovo Data Center presentato da Namira a Magenta segna una battuta d’arresto per il proponente e incassa l’intervento decisivo delle istituzioni centrali”.

Questa la sintesi che si evince dalla nota stampa diffusa dai Dem di Magenta sull’annosa questione del DATA CENTER che dovrebbe sorgere nell’area ex Novaceta. Ma sulla questione non c’è convergenza d’idee. Basti vedere le dichiarazioni dell’Assessore Simone Gelli e dell’Operatore medesimo che si è fatto sentire attraverso una nota di precisazione.

LA NOTA DEL PD

“In questi mesi abbiamo lavorato con grande impegno per analizzare tutta la documentazione depositata da Namira nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale.
Abbiamo predisposto e depositato presso la VIA diverse osservazioni tecniche dettagliate evidenziando numerose criticità: dall’impatto ambientale alle dimensioni del progetto, dagli aspetti paesaggistici all’inquinamento acustico, fino ai rischi connessi allo stoccaggio del gasolio destinato ad alimentare i 141 generatori di emergenza, alla qualità dell’aria e alla vicinanza con le abitazioni.
L’8 giugno abbiamo anche organizzato un’assemblea pubblica aperta alla città per spiegare queste criticità, invitando i cittadini a presentare osservazioni e a partecipare attivamente ad una decisione che riguarda il futuro di Magenta.
Oggi finalmente arriva un primo risultato importante.
Il 16 giugno infatti il Ministero dell’Ambiente, dopo aver rilevato le centinaia di osservazioni dei cittadini e quelle dell’Istituto di Sanità Superiore (ISS) aveva ritenuto la documentazione presentata non fosse sufficiente, chiedendo a Namira un corposo pacchetto di integrazioni e chiarimenti su moltissimi aspetti del progetto, comprese questioni ambientali, paesaggistiche, acustiche, idrogeologiche, sanitarie e di sicurezza.
Il termine di 30 giorni assegnato per rispondere è scaduto proprio ieri e, oggi, apprendiamo che è stato lo stesso proponente a chiedere la sospensione della procedura, evidentemente per poter predisporre tutta l’ulteriore documentazione richiesta.
Questo dimostra che i dubbi che avevamo sollevato non erano allarmismi, ma questioni concrete che meritavano di essere approfondite.
È certamente una prima vittoria della trasparenza, ma non basta.
Continueremo infatti a seguire passo dopo passo l’intera procedura, analizzando tutte le nuove integrazioni che verranno depositate e chiedendo che il progetto venga profondamente rivisto.
Lo abbiamo detto fin dall’inizio: non siamo contrari per principio ai Data Center, ma un intervento di queste dimensioni, collocato a ridosso delle abitazioni e a poco più di un chilometro in linea d’aria dal centro storico di Magenta, così come oggi è stato progettato, è semplicemente sproporzionato e inadeguato”

SIMONE GELLI: “ENNESIMO GRANCHIO DEL PD, NESSUNA VIA SOSPESA”

Immediata alla nota del PD è arrivata la replica del Vice Sindaco Simone Gelli: “Il PD ha preso l’ennesimo granchio. Dall’inizio avevamo premesso che alla luce delle numerose osservazioni, sicuramente Namira avrebbe chiesto il tempo necessario per dare tutte le risposte del caso. E’ un bene per tutti. Ora che il PD mistifichi ancora tutto, parlando di VIA bloccata quasi a far pensare che l’operazione sia saltata beh, onestamente fa parte del loro modo scorretto di far politica…”.

NAMIRA: NESSUNO STOP ALLA PROCEDURA

In merito ad alcune recenti dichiarazioni e note stampa riguardanti il progetto di Data Center di Magenta, desideriamo precisare che la sospensione dei termini della VIA è uno strumento ordinario previsto dalla procedura stessa per consentire al proponente di integrare nella massima trasparenza la documentazione tecnica necessaria a rispondere alle osservazioni degli enti e di tutti i portatori di interesse. Non deve perciò essere intesa come uno “stop” alla procedura, ma come un passaggio all’interno della stessa.

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