HomeEconomiaIl Decreto Bollette diventa legge e introduce sostegni da 5 miliardi

Il Decreto Bollette diventa legge e introduce sostegni da 5 miliardi

Il decreto Bollette è diventato legge con il via libera definitivo del Senato dell’8 aprile 2026. Il provvedimento arriva in una fase di forte pressione sui prezzi energetici e punta a proteggere i bilanci domestici più esposti, senza perdere di vista la competitività del sistema produttivo. La linea scelta dal legislatore combina misure immediate, regole più stringenti sul mercato retail e interventi che dovrebbero ridurre la volatilità nel medio periodo.

Il via libera del Senato e la cornice da 5 miliardi

Il voto finale si è chiuso con 102 sì, 64 no e 2 astenuti. È un passaggio che dà piena operatività al pacchetto contro il caro energia e fotografa la priorità politica assegnata al tema bollette.

La cornice economica del decreto vale 5 miliardi di euro e distribuisce risorse tra sostegni alle famiglie e misure per le imprese energivore e gasivore.

Il bonus sociale viene rafforzato, con un sostegno complessivo che può arrivare fino a 315 euro tra componente luce e gas per i nuclei più fragili.

L’impostazione del testo è duplice, perché affronta l’emergenza immediata e insieme riapre la discussione sul costo della luce e sulla formazione del prezzo energetico.

Tra le novità più concrete c’è anche l’estensione delle agevolazioni al teleriscaldamento, che in Italia coinvolge circa 1,36 milioni di alloggi e oltre 2,5 milioni di cittadini. Il testo include inoltre una scelta di sicurezza energetica destinata a far discutere: il termine per la chiusura delle centrali a carbone slitta al 31 dicembre 2038, con l’obiettivo dichiarato di mantenere un margine di copertura in caso di nuovi shock.

Bonus da 115 euro: chi ne ha diritto e come arriva

La misura più immediata è il contributo straordinario una tantum da 115 euro per i titolari del bonus sociale elettrico. I requisiti Isee restano quelli del disagio economico: fino a 9.796 euro per i nuclei con massimo tre figli a carico e fino a 20.000 euro per le famiglie con almeno quattro figli. Il contributo si somma agli sconti già riconosciuti e rafforza la protezione per la platea più vulnerabile.

Sul piano operativo, ARERA ha chiarito che l’accredito avviene automaticamente, senza presentare una nuova domanda, nella prima fattura utile e con evidenza separata. Nel 2026, il bonus elettrico ordinario vale 146 euro annui per nuclei fino a 2 componenti, 186,15 euro per nuclei da 3 a 4 componenti e 204,4 euro oltre i 4 componenti. Per valutare l’impatto effettivo sui conti, il riferimento resta la bolletta della luce mese per mese.

Il decreto apre anche a un canale di sostegno per famiglie con Isee fino a 25.000 euro non coperte dal bonus sociale, con meccanismi definitivi rinviati ai provvedimenti attuativi. Nelle ipotesi circolate, il beneficio può arrivare fino a 60 euro annui nel biennio 2026-2027. Il tema è rilevante perché si innesta su un quadro già teso, con nuovi rialzi registrati nel mercato tutelato per l’utenza vulnerabile.

Imprese, telemarketing e il nodo dei prezzi strutturali

Per le imprese, la misura più significativa è la riduzione degli oneri generali di sistema nelle fatture elettriche per oltre quattro milioni di attività. Il decreto prevede anche crediti d’imposta per i soggetti più esposti e l’utilizzo del gas stoccato durante la crisi del 2022, con l’obiettivo di alleggerire i costi energetici nelle filiere a maggiore intensità di consumo. La priorità, in questa fase, è garantire liquidità operativa e prevedibilità dei costi.

Un secondo asse interviene sulla trasparenza commerciale: stretta sul telemarketing aggressivo nel settore energia, con divieto di sollecitazioni telefoniche o via messaggio salvo richiesta esplicita del cliente o consenso specifico di utenti già contrattualizzati. Ogni contatto deve partire da numero identificabile e i contratti conclusi in violazione risultano nulli. È una correzione attesa da tempo in un mercato dove il passaggio tra mercato libero e altre formule di fornitura spesso genera confusione.

Resta aperta la questione decisiva: ridurre in modo stabile il prezzo finale dell’energia. Per famiglie e imprese, nei prossimi mesi sarà cruciale seguire indicatori come PUN e PSV gas, perché incidono direttamente sulle offerte disponibili. In questo contesto, confrontare con attenzione offerte per gas e condizioni di cambio fornitore luce e gas diventa parte integrante della strategia di risparmio, non un dettaglio tecnico.

Fonte: papernest.it

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