Secondo quanto riportato da Il Foglio, è ormai in dirittura d’arrivo il maxi investimento di Silicon Box a Novara: un progetto da oltre 3,2 miliardi di euro che promette circa 1.600 posti di lavoro e la nascita di un nuovo polo dell’innovazione nel Nord Italia.
Dopo un iter complesso, l’annuncio ufficiale è atteso a breve da Ministero delle Imprese e del Made in Italy e Invitalia. L’iniziativa punta a sviluppare attività di packaging e collaudo di chiplet, rafforzando la filiera europea dei semiconduttori, sempre più strategica per settori come intelligenza artificiale, mobilità elettrica e data center.
La startup asiatica – già valutata circa 1,5 miliardi di dollari – è stata fondata da Sehat Sutardja, Weili Dai e ByunJoon Han, e ha attirato investimenti internazionali, tra cui il gruppo indiano Tata Group.
Il progetto novarese ha ottenuto anche il riconoscimento “strategico” da parte dell’Unione europea, con lo status di Open EU Foundry: un risultato raro (solo il quinto caso in Europa) che ha consentito l’autorizzazione a un finanziamento pubblico italiano da 1,3 miliardi di euro.
A fare la differenza, evidenzia Il Foglio, è stata la posizione logistica di Novara: un’area ben collegata, vicina allo stabilimento MEMC Electronic Materials (controllata da GlobalWafers), a pochi chilometri da autostrada e ferrovia, e a circa 20 km dall’aeroporto di Malpensa, oltre che prossima a un importante hub logistico Amazon.
Superate le difficoltà degli ultimi mesi – e dopo il precedente fallimento della trattativa con Intel – l’investimento rappresenta oggi una spinta concreta per il territorio e per l’intero sistema Paese. Un ruolo decisivo nello sbloccare l’operazione lo ha avuto Invitalia, che seguirà anche il coordinamento con il territorio guidato dal sindaco e commissario straordinario Alessandro Canelli.
L’obiettivo, ora, è ambizioso: replicare – almeno in parte – il modello della Silicon Saxony di Dresda, uno dei più avanzati distretti europei della microelettronica. Dopo oltre 20 mesi di attesa e incertezze, per Novara si apre così una nuova fase di sviluppo industriale ad alto contenuto tecnologico.

















