HomeCulturaI mocktail: la tendenza che sta prendendo piede in tutto il mondo

I mocktail: la tendenza che sta prendendo piede in tutto il mondo

In una generazione capace di sconvolgere ogni dettaglio, anche la tradizione che sembrava immutabile, ha iniziato ad assumere nuove sfaccettature.

Il trend, che nasce nel Regno Unito, prendendo il nome di “mocktail” (mock: dall’inglese, che significa “finto”) ha avuto un forte impatto nei giovani, in particolare nella Gen Z.

Perché i giovani preferiscono i cocktail senza alcol?
La risposta arriva molto velocemente. Per una questione di salute, economica, e anche perché si è trovata la capacità di divertirsi andando fuori dagli schemi.
Sono accessibili a chiunque ne voglia. A partire dagli astemi,i minorenni che desiderano fare aperitivo con gli amici, alle donne in gravidanza o anche semplicemente a chi segue una dieta ipocalorica ma non vuole privarsi del piacere in compagnia.

E così, i bartender e le aziende – secondo il mondo della Mixology – hanno dovuto trovare un compromesso e inventarsi nuove ricette per stare al passo con i giovani e permettere, non solo a loro, ma anche ad un pubblico più adulto, di poter assaporare l’originalità dei cocktail.

I grandi classici vengono accompagnati dall’aggettivo “Virgin” :
Virgin Mojito
Virgin Moscow Mule
Virgin strawberry daiquiri
Mantengono i loro ingredienti, venendo sottratti della parte alcolica.

Si tratta solo di una privazione durante la preparazione?
Ebbene no.
Da quella che è una base, l’evoluzione ha preferito aggiungere un tocco che permettesse di distinguersi senza andare a intaccare chi ancora apprezza la tradizione.
Non si tratta di deturpare un cocktail che da anni cavalca l’onda dell’impero dei drink, ma una sfida nel permettere a chiunque di assaggiare avvicinandosi, quanto più possibile, all’originalità.
Alla base di tutto domina il gusto.

I mocktail hanno portato a un’esplosione di creatività.
Per rimanere sul pezzo – e nel nostro Paese – neanche un anno fa, durante il Vinitaly, é nata l’ide di introdurre la botanica e materie prime lavorate senza l’infusione alcolica.
Ciò permetterebbe di includere anche una cerchia come gli sportivi dentro questo trend.

É ancor più difficile riuscire a pensare di creare cocktail senza alcol, ma il fatturato cresce, così come la domanda.

L’era Zero Alcol sta sicuramente segnando una nuova impronta, anche in paesi come l’Italia, la Spagna e la Francia, che nella tradizione portano un consumo quotidiano di distilleria.
Per non escludere il Messico, con la sua tequila.

A partecipare, non solo solo i bartender bensì che il mondo vinicolo sta assumendo un nuovo profilo. Sempre più enologi studiano un modo per rendere il vino analcolico e accessibile a tutti, senza permettere al prodotto di sfigurare o cambiare completamente l’elemento caratterizzante.

Come ogni cosa si tratta di una moda che può spegnersi in pochi attimi o durare per sempre.
Ci si gode il momento, il senso di essere un trend ma che potrebbe cambiare il modo di vivere, di divertirsi e di degustare di ogni persona, e così di riscrivere le carte dell’alcol senza alcol.

A cura di Sonja Bontempi

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