Quattro persone con lesione midollare
toracica cronica e funzionalmente completa, prive di capacità di
contrarre volontariamente i muscoli degli arti inferiori, sono
riuscite a mantenere la posizione eretta e a camminare con un
deambulatore grazie a una nuova modalità di controllo della
stimolazione elettrica epidurale del midollo spinale.
La strategia
sfrutta un gesto molto semplice: una lieve estensione volontaria
del tronco. Questo movimento è sufficiente a modificare la
risposta alla stimolazione e a favorire il passaggio
dall’estensione della gamba, necessaria per sostenere il peso
corporeo, alla flessione coordinata di anca, ginocchio e caviglia
necessaria per avanzare il passo. In questo modo è il paziente
stesso, attraverso il movimento del busto, a contribuire al
controllo della locomozione.
È quanto emerge da uno studio
pubblicato su Med – Cell Press, condotto nell’ambito del
laboratorio MINE (Modular Implantable Neuroprostheses), nato dalla
collaborazione tra Università Vita-Salute San Raffaele e Scuola
Superiore Sant’Anna e attivo presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele.
Il gruppo di ricerca è stato guidato dal professor Pietro Mortini,
direttore dell’Unità di Neurochirurgia e Radiochirurgia Gamma
Knife dell’IRCCS Ospedale San Raffaele e professore ordinario di
Neurochirurgia all’Università Vita-Salute San Raffaele, e dal
professor Silvestro Micera, professore di Bioingegneria alla
Scuola Superiore Sant’Anna.

