HomeScuola“Meta”, i bambini di Robecco incontrano l’autore Francesco Gungui

“Meta”, i bambini di Robecco incontrano l’autore Francesco Gungui

Sulla quarta di copertina di “Meta”, un romanzo sul rugby che è anche una piccola grande storia di vita, c’è questa frase, molto piaciuta ai bambini della scuola di Robecco sul Naviglio, che mercoledi 11 febbraio hanno potuto incontrare l’autore Francesco Gungui. In mattinata è toccato alle classi quarte e quinte della scuola primaria “L. Da Vinci” e nel pomeriggio a quelle della scuola “G . Verdi”.

Edito da Il Castoro, il libro parte dalla passione di un bambino per il rugby. E Gungui ha spiegato che ad ispirare la storia è stato suo nipote “Tommy, che giocava a rugby e che ha dato il nome al protagonista del libro. Poi hanno cominciato a giocare a questo sport anche i miei due figli che adesso sono in prima media”.

“Come mai hai deciso di inserire tra i personaggi alcuni bulli?” “Perché queste cose fanno parte della realtà, non serve ignorarli, bisogna affrontarle nel modo giusto come anche tutte le emozioni che proviamo”, ha risposto Gungui.
Nel corso dell’incontro, ricco di domande e coordinato dalla maestra Lisa Azzolini, è emerso quanto il rugby insegni proprio questo: “a gestire in modo produttivo e normativo emozioni come la rabbia. I bambini hanno scoperto questo sport poco conosciuto ma che crea forti legami tra giocatori e in cui è importante fare squadra sul campo; un insegnamento anche per la vita”, perché insieme si raggiungono risultati migliori.

Presente a Robecco anche Tino Malini, editore e libraio magentino che nell’apprezzare l’attenzione e le domande interessanti dei bambini, ha sottolineato il valore dell’esperienza vissuta nello scoprire cosa e chi c’è dietro un libro e anche in fondo al libro, perché proprio al termine dell’incontro Malini ha voluto leggere ad alta voce l’ultima pagina, molto significativa: “Ho capito tante cose quest’anno: che dobbiamo scegliere i nostri compagni di squadra, ma anche i nostri avversari; che quando non puoi andare avanti, vai a terra e metti la palla indietro; lì c’è chi può aiutarti e darti sostegno. Ho capito che non siamo mai soli, né in campo né nella vita. E che per questo è importante lo spirito di squadra. (…) Nella partita (la meta) vale sempre come un punto, ma nella vita vale punti all’infinito!”

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