HomeCronacaContinua, durissimo, lo scontro Signorini-Corona

Continua, durissimo, lo scontro Signorini-Corona

“E’ incredibile che si possa assistere ad un tribunale dell’Inquisizione, dove un personaggio che non è iscritto all’Ordine dei giornalisti può diffamare e
dire qualunque cosa rispetto a delle cose, poi, che non sono
state minimamente verificate”.

Lo ha spiegato ai cronisti l’avvocata Daniela Missaglia che, con il collega Domenico
Aiello, assiste Alfonso Signorini, dopo l’udienza civile a
Milano in cui si è discusso il ricorso dei legali del conduttore
contro il format ‘Falsissimo’ di Fabrizio Corona e, in
particolare, per chiedere una “inibitoria” dal mettere in onda
la prossima puntata.

“Hanno detto gli avvocati oggi ‘lo sa, signor Giudice, che lo farà anche con la De Filippi?’ – ha affermato ancora Corona – e allora? Esiste la libertà di stampa
e andrò avanti come ho sempre fatto, da solo perché non ho
padroni”.
“Vi ricordo – ha aggiunto – che hanno anche osato
chiedere i danni alle piattaforme come Meta, YouTube e si sono
presi la porta in faccia. Nel mio format parliamo di 10-12
milioni di spettatori a puntata, è più di un partito politico e
magari mi gira e faccio una lista civica”.

E ancora attacchi a Signorini: “Se io all’epoca ho ritirato 8
servizi fotografici, lui ne ha ritirati 5mila”. E a chi gli ha
chiesto se parlerà di “un sistema simile che riguarda altri
conduttori e trasmissioni”, ha risposto: “Non posso spoilerarvi
‘Falsissimo’. Mi si accusa di aver fatto milioni su questa cosa
qua. Quale è il problema di guadagnare? E’ una vendetta mirata?
No”.

Il suo avvocato Ivano Chiesa ha spiegato i temi che ha
trattato nell’udienza: “Non esiste il danno che reclamano sia
perché esiste un’indagine pendente, sia perché è l’esercizio di
un diritto. Non esiste in Italia – ha proseguito -la possibilità
di inibire a nessuno di noi la possibilità di dire quello che
vuole, non c’è. Tu puoi intervenire dopo, se ti ho offeso mi
quereli, ma non è che pensi che siccome domani ti offenderò
ancora mi impedisci di parlare, perché non siamo in Russia”.

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