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Il sacrificio di Achille a Crans Montana: il ricordo del consigliere Matteo Forte

A distanza di nove giorni dalla tragedia del “Constellation” di Crans Montana, il ricordo di Achille Barosi resta vivido come un esempio di “altissima umanità”. A tornare su quegli istanti drammatici è Matteo Forte, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, che in una toccante riflessione pubblicata sulle colonne di Avvenire rende omaggio al sedicenne capace di un gesto di estremo altruismo.

Un gesto oltre l’istinto di sopravvivenza

L’articolo di Forte ripercorre i momenti in cui le fiamme e il fumo hanno trasformato una serata di festa in un incubo. In quel caos, Achille era riuscito a mettersi in salvo, raggiungendo l’uscita. Tuttavia, anziché fuggire, il ragazzo ha scelto di compiere un “dietro front” inspiegabile per le sole leggi della sopravvivenza: è rientrato nel locale in fiamme per cercare di aiutare gli amici rimasti intrappolati.

“Non sappiamo cosa sia passato per la testa di Achille,” scrive Forte, “ma sappiamo che quel che seminiamo porta spesso a frutti impensati nei nostri giovani.”

Le radici di un sacrificio

Secondo il consigliere, l’eroismo di Achille non è stato un caso isolato, ma il frutto di un percorso educativo profondo. Citando le parole della madre del ragazzo — “L’amore deve trionfare” — Forte sottolinea come i valori trasmessi in famiglia e nelle istituzioni scolastiche abbiano “attecchito nel suo cuore”, portandolo a non accontentarsi della propria salvezza mentre gli altri erano nel pericolo.

Il richiamo è anche spirituale e culturale: Forte cita il Vangelo (“Non c’è amore più grande di chi dà la vita per i propri amici”) e la filosofia di San Bonaventura, ricordando che il sacrificio di Achille è la testimonianza di un amore che non trattiene nulla per sé.

Una luce nel buio della tragedia

Mentre il bilancio di quella notte a Crans Montana rimane una ferita aperta, il gesto di Achille — insieme a quello di altri giovani come Giuseppe Giola, che si attivò immediatamente per i soccorsi — viene indicato da Matteo Forte come una “luce diversa da quella del fuoco”.

Un esempio che, secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, deve servire da guida per chi oggi rientra nelle aule scolastiche, ricordando che l’amore gratuito e il dono di sé sono i valori più alti a cui un essere umano possa aspirare.

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