HomeSportSinner Medvedev: ok.. ma adesso chi vince? Di Teo Parini

Sinner Medvedev: ok.. ma adesso chi vince? Di Teo Parini

Per i bookmakers, il favorito è Daniil Medvedev. Perché? Proviamo a entrare nella loro testa. Gli head-to-head, i precedenti, mandano la bilancia dalla sua parte anche se, per amor di verità, consuntivo escluso non è che le ultime esperienze con Jannik Sinner al di là della rete gli abbiano detto particolarmente bene. Anzi, ci ha lasciato le penne. Ma, sempre i bookmakers che sprovveduti non sono, sempre su quella bilancia potrebbero mettere altri due sassolini non da poco. Il primo: Medvedev ha già vinto uno Slam e fatto altre finali e la questione dell’esperienza può fare tutta la differenza del mondo in uno sport mentalmente diabolico. Il secondo: il tennis al meglio dei cinque set, quello degli Slam, non è lo stesso sport giocato sulla breve distanza. E, almeno, sulla carta è il russo ad essere più rodato.

Chi di scommesse ci campa, quindi, sembrerebbe preferire Medvedev. Evidentemente non hanno dato molto peso all’andamento del suo torneo nel quale in almeno un paio di circostanze è sembrato in procinto di salutare anzitempo la competizione. E se è ancora qui a giocarsi il titolo è solo perché lo sciagurato Zverev proprio non ce la fa a non regalare partite già in ghiaccio e anche in semifinale non si è smentito, tenendo in corsa l’avversario che probabilmente già pensava alla doccia fino al punto di lasciarlo scappare. Poi hai voglia a parlare di miracolo russo. Medvedev, semmai, è un miracolato perché ci ha messo ben poco del suo per uscire dal pantano, aspettando sornione che il suo avversario si decomponesse dalla tensione per passare all’incasso. Un’arte anche questa ma intrisa di fortuna. E su quest’ultima, si sa, meglio non fare mai troppo affidamento.

Tutta un’altra musica, invece, il cammino di Sinner che se ha perso un set in sei partite è solo perché Djokovic gode anche nelle giornate peggiori di un rapporto benevolo con la sorte, finendo per strappare a Jannik un parziale dopo aver annullato il consueto match point. Per il resto, quindi, percorso netto per l’azzurro, apparso a tratti fare un altro sport rispetto ai malcapitati avversari; serbo incluso, al quale ha riservato un paio d’ore di brutale mattanza come forse non si era mai visto. Insomma, comprensibili le elucubrazioni dei bookmakers di cui sopra ma, ad aver seguito queste due settimane australiane, noi comuni aficionados non vediamo così nitidamente come Sinner possa essere considerato in difetto di credenziali. Non ci fosse in ballo la scaramanzia, ci verrebbe quasi da dire che la solidità psicofisica esibita, la competenza tecnico-tattica messa a punto col duo Vagnozzi-Cahill al box e la fiducia incamerata negli ultimi strepitosi mesi, siano argomentazioni sufficienti da metterlo al riparo da brutti risvegli. Ma non lo diremo.

Quello che, al contrario, ci sentiamo di dire è che Medvedev, al di là di tutto, è un giocatore fenomenale ma Sinner è forgiato con lo stesso metallo pregiato e che siamo in procinto di vivere una giornata comunque storica per il tennis azzurro. Riportata a Roma la Coppa Davis lo scorso novembre, potrebbe essere la volta dell’agognato titolo Slam che manca ormai da mezzo secolo, quando fu il leggendario Panatta, tra ‘veroniche’, notti romane e donne meravigliose, a portarci sul tetto del mondo, sollevando nel cielo di Parigi la coppa dei Moschettieri nell’anno di gloria 1976. Nient’altro da aggiungere, per adesso, tanto ci si becca giù in trincea, questione di qualche ora.

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