HomeCultura e Tempo LiberoRho, posata la prima pietra del maxi campus di Mind

Rho, posata la prima pietra del maxi campus di Mind

Un tributo alla tradizione architettonica di Milano, in particolare alla Ca’ Granda, la sede antica dell’Università Statale di Milano. Si presenta così il campus che sorgerà al Mind, Milano innovation district, di cui ieri è stata posata la prima pietra.Cinque corti, circondate da cinque palazzi: 18.300 metri quadri di aule, quasi 50mila metri quadri tra laboratori didattici e dipartimentali, oltre 8mila metri quadrati di biblioteca. Ma sono solo alcuni dei numero del campus scientifico che sorgerà al Mind. Al compimento del suo centenario, dopo un lungo percorso, la statale approda così Mind, dove si svilupperà il campus che la porterà nel futuro, in un quadro di crescita multipolare dell’ateneo che vuole essere un omaggio alla sua storia.

Una visione di futuro – sviluppata e concretamente avviata – che è il lascito del Rettore Elio Franzini e che è naturalmente al centro, declinata con diversi accenti, anche nell’ultimo discorso di inaugurazione del suo mandato.Il campus Mind, come ha spiegato Franzini, è nato “dall’intuizione del mio predecessore Luca Vago e proseguirà con chi verrà dopo di me, godendo delle possibilità che visoni diverse possono offrire”. Franzini parla anche di quelli che restano problemi aperti per il sistema universitario italiano: la carenza delle risorse – insufficienti in primis per il diritto allo studio – la permanenza di procedure che rendono “ingessato e impaurito il comparto pubblico”, il precariato della ricerca, sul quale spende parole piuttosto nette: “l’incertezza non aguzza l’ingegno, lo consuma, e bisogna tener conto dei diritti dei nostri ricercatori e soprattutto delle nostre giovani ricercatrici”.

Quello di oggi, nelle parole del sindaco di Milano, Beppe Sala , è “l’avvio e la fine del lavoro del rettore Franzini che in questi anni è stato molto capace”. “A volte i tempi non sono quelli che desideriamo, poteva essere più rapido? Chi lo sa, ma rimane il fatto che Franzini ha attraversato anche un momento difficile perché trovare i fondi per essere sicuri di arrivare alla fine non è semplice – ha affermato Sala – A questo punto è certamente qualcosa di molto importante e sono grato a quelli che ci hanno lavorato”.I terreni su cui verrà edificato il campus derivano da un contratto di compravendita siglato definitivamente con Arexpo a giugno, a seguito della delibera del consiglio di amministrazione della Statale. La visione architettonica è firmata da Cra – Carlo Ratti Associati.

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