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L’effetto Netflix per la politica. Ecco cosa non si deve fare… Di Matteo Spigolon

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Attenzione: questo articolo fa parte dell'archivio di Ticino Notizie.

Potrebbe contenere informazioni obsolete o visioni da contestualizzare rispetto alla data di pubblicazione.

Le ultime elezioni, caratterizzate dal più alto astensionismo di sempre, hanno certificato la grande distanza tra politica e cittadini. Un po’ come accade a Netflix, viste le recenti rilevazioni. Il cosiddetto modello “binge watching” adottato dalla piattaforma di streaming, che permette di fare delle vere e proprie maratone di serie tv in un sol colpo appena uscite, sembra essere entrato in crisi.

 

Le abbuffate del “tanto in poco tempo”, che funzionavano molto bene in assenza di concorrenza, ora sono diventate un limite.

Netflix è in caduta libera di abbonati, così come la politica di elettori.

Un caso più unico che raro nel mercato, se consideriamo che storicamente si contendono il primato di un settore due aziende e le altre raccolgono le briciole.

Netflix, ancora sul gradino più alto del podio, è ora insidiata da Amazon Prime Video in un bipolarismo multimediale.

 

Disney+, che sembrava inizialmente un terzo incomodo dedicato solo ai bambini, sta crescendo in maniera esponenziale ai danni dei due rivali.

Non so dire se riuscirà a superarli, ma i risultati che sta ottenendo potrebbero consegnarle i gradi di arbitro della sfida e, perché no, il sogno di fare primo o poi il colpo grosso.
Un po’ quello che sperano i fautori del famoso ‘centro’, quell’entità astratta e dai contorni indefiniti che si ripropone con attori politici differenti e vecchie volpi quando si intravedono nuove elezioni.
La differenza tra il c.d. ‘centro’ e Disney+ è nella catena di comando: da una parte tanti potenziali galli in un pollaio, dall’altra il potere decisionale nelle mani di un solo soggetto. Da una parte strategie diverse, dall’altra un percorso ben definito.

Questo penso sia uno dei motivi per cui Disney+ può puntare al massimo risultato e, invece, il ‘centro’ reclamato da tanti rischia di diventare terreno di caccia di destra e sinistra.

Ma se è vero che Disney Plus è praticamente l’unica a guadagnare nuovi spazi e ad allargare la base di pubblico, ci sono anche altre ragioni.

Eccole:

1. Bassa soglia di ingresso tramite una politica dei prezzi iniziali aggressiva (occhio, non replicabile in tutti i mercati, soprattutto se non sei un colosso);

2. Target iniziale molto specifico (i bambini), ma successivo ampliamento con i marchi di famiglia (es. Marvel) senza snaturarsi;

3. Produzione di contenuti a un ritmo impressionante.

La terza è un mio storico cavallo di battaglia, a cui avevo dedicato un intero numero del fu “Posizionamento Politico”, la rivista/newsletter sul marketing politico.

Devi imparare a considerare un soggetto politico, sia esso un partito o un suo leader/esponente, come una casa di produzione audiovisiva e come un editore.
Come si può pensare di rimanere sul pezzo se non si è in grado di sfornare giornalmente ciò che il pubblico richiede in termini di contenuti, come fanno giornali, tv e piattaforme di streaming?
Attenzione: questo non significa ridursi a essere dei politici influencer che, come abbiamo visto di recente, rischiano di essere poco longevi al vertice, ma saper produrre enormi quantità di contenuti tarandole sul contesto e sulle richieste.

Se i fondi americani vogliono trasformare il Milan in una media company per incrementare i ricavi, perché tu non dovresti farlo per lo stesso motivo o per aumentare i consensi in termini di voti?

Quando parlo di contenuti, cosa intendo?

Tutto ciò che crei, pubblichi e divulghi su qualunque piattaforma, sia essa televisiva, cartacea o web/social.

In un momento storico in cui la gente chiede più sostanza e meno apparenza, rimane comunque importante comunicare quella sostanza.

Pena la decadenza.

Mi rendo conto che fare un cosa del genere da soli sia complicato, più dello scalare una montagna senza esperienza, motivo per cui ripeto sempre che non si può fare politica a costo zero quando si vuole salire oltre un certo livello.

 


Servono persone che ti aiutino in quello che non sai fare o non hai tempo per farlo.
E ci sono veramente tantissimi aspetti da coprire.
Sul come potremmo star qui a discuterne per giorni, ma quello che conta è avere la consapevolezza del cosa.

Matteo Spigolon  Fondatore di Fabbrica Politica
 

 

Questo articolo fa parte dell'archivio di Ticino Notizie e potrebbe risultare obsoleto.

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