MILANO In Davide Fontana c’e’ “la totale mancanza di ogni senso di umana compassione” come “traspare limpidamente” dalla modalita’ con cui distrugge il cadavere di Carol Maltesi “mosso esclusivamente dalla finalita’ di salvare se’ stesso, cosi’ facendo scempio dei resti della donna, cui pure ancora oggi afferma di aver tenuto sopra ogni cosa”.
E’ la valutazione del gip di Brescia Angela Corvi contenuta nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico del 43enne accusato di omicidio volontario aggravato, distruzione e occultamento di cadavere. E ancora: “l’assenza di qualsiasi scrupolo morale trova l’ennesima dimostrazione” quando Fontana negli stessi giorni in cui si trovava a Vararo “all’unico scopo di disfarsi” della sua vittima “trovava il tempo di ‘recensire’ l’abitazione in cui era ospitato, definendolo ‘luogo magico immerso nella natura per trascorrere del tempo in totale relax pieno di dettagli di ottimo gusto per vivere un soggiorno di qualita’”.
Davide Fontana ha tolto “barbaramente la vita” a Carol Maltesi durante un gioco erotico “approfittando della evidentemente incondizionata fiducia” che “la giovane riponeva in lui – tanto da farsi legare, imbavagliare ed incappucciare, rendendosi inerme nelle sue mani”. E’ quanto scrive il gip di Brescia Angela Corvi nell’ordinanza di custodia cautelare a carico del 43enne. “Pure acconsentendo a che la Maltesi, di cui si e’ rappresentato follemente innamorato, intrattenesse relazioni anche con uomini diversi – osserva il giudice – non poteva assolutamente accettare che se ne andasse lontano, abbandonandolo”. Appare poi “davvero inverosimile” che aver tagliato la gola alla ragazza sia stato concepito da Fontana “come un atto di pieta’”.

