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Giuliana Labria & l’emergenza educativa. Una questione che condividiamo

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Il dramma della pandemia sanitaria ha portato con sè una pandemia ancora più grave, quella legata alla solitudine e al disagio in cui si sono venuti a trovare alcuni tra i soggetti più fragili della nostra società: i nostri figli

“Il 31 marzo finirà’ l’emergenza sanitaria.

Ma l’emergenza sociale non si può farla finire per decreto, e purtroppo durerà ancora a lungo.
I bambini e gli adolescenti sono quelli che hanno pagato il prezzo più alto di questa pandemia. Isolamento e solitudine hanno amplificato il disagio e la paura dei più piccoli. C’è una povertà non meno devastante di quella economica, che sta prevalendo, la povertà educativa, alla quale c’è una sola risposta possibile: potenziare gli aiuti alle famiglie, gli interventi domiciliari ai minori, la rete dei centri estivi per i bambini, le iniziative di aggregazione per gli adolescenti e assicurarne l’accesso al maggior numero possibile di utenti.
Sara’ poi indispensabile, il giorno dopo quello in cui Enzo Salvaggio sara’ diventato Sindaco, assicurarsi da subito che nel bilancio comunale vi siano risorse sufficienti per garantire , alla ripresa scolastica di settembre, un adeguato numero di ore di supporto educativo ai bambini e ragazzi con disabilità e progetti a sostegno delle tante forme di fragilità, in collaborazione con la scuola.
Non chiamiamole spese correnti, anche se tecnicamente lo sono. Politicamente sono investimenti a tutti gli effetti.
L’investimento educativo , oggi, e’ la chiave di tutto.
Rigenerazione urbana e rigenerazione umana devono camminare insieme”.
Ci è piaciuta particolarmente la riflessione di Giuliana Labria, già Sindaco di Magenta alla fine degli anni Novanta, tanta da volerla riproporre. Ovviamente Labria tira l’acqua al suo mulino: che è quello del PD e di Salvaggio.
Tanto da parlar già con un po’ di sana e legittima provocazione, come se Enzo fosse già Sindaco. E lei che la materia del Welfare (o Servizi Sociali) la maneggia con cura anche nel suo lavoro quotidiano di dipendente comunale, certo non sfigurerebbe come suo Assessore alla partita in un’ipotetica Giunta.
Detto che ci interessa MOLTO relativamente lo spot elettorale per Salvaggio – non è una novità da quando Giuliana è tornata a riavvicinarsi attivamente alla politica partitica – ci appassionano molto di più di contenuti. Che riteniamo debbano essere un patrimonio comune per tutti quelli che ambiscono a ricoprire il ruolo di Sindaco a Magenta (ma questo varrebbe anche per Canicattì…).
Le nuove generazioni, i bambini in particolar modo ancora oggi stanno pagando un prezzo altissimo alla pandemia. Anche grazie alle regole spesso cervellotiche volute dal Ministro Speranza e dai suoi ‘Saggi’. Il Covid indubbiamente è una brutta bestia da sconfiggere. Ma lo è anche la burocrazia coi suoi lacci e lacciuoli.
L’altro giorno ne abbiamo avuto la riprova assistendo una delle mie figlie che, come tanti altri bimbi, ha provato l’esperienza del Covid e della Didattica a Distanza. Una cosa piuttosto comune, di questi tempi.
Quello che abbiamo ‘scoperto’ tra le regole mirabili poste dal nostro beneamato Ministro è che la DAD è stata pensata ed è utilizzabile solo ed esclusivamente per chi si ammala e dichiara con un tampone di esser assente per Covid. 
Ora il buon senso imporrebbe, visto che la pandemia, quanto meno, ci ha portato di buono, il fatto di aver sviluppato di più e meglio la tecnologia, che tutti potessero usufruire di questa specie di ‘formazione a distanza’  realizzata e creata dal nulla, grazie all’esperienza sul campo dei nostri bravi docenti. E invece qui si ferma il buon senso. E qui comincia il Leviatano della burocrazia del Bel Paese che senza offesa per nessuno, è spesso in primis,  patrimonio del mondo veterocomunista.
La DAD infatti è solo per chi si ammala e dichiara ufficialmente di essere ammalato di Covid.
L’esempio che forse è solo uno dei più piccoli – ma non troppo – delle storture che abbiamo vissuto in questi due anni, ci piace riportarlo per capire come purtroppo i nostri più piccoli e più fragili (per una serie svariate di ragioni che non stiamo qui a ripetere) hanno dovuto sopportare e sopportano il peggio.
I risultati, scriveva anche l’attuale Vice Sindaco e assessore alle Politiche educative Simone Gelli, li stiamo vedendo ma siamo convinti che saremo destinati a vederli ancora a lungo.  Il bonus per lo ‘sportello psicologico’ approvato qualche settimana fa, sa tanto di mancetta. Ma è comunque meglio di niente. E serve a dare la cifra di un disagio che è oggi ancora pesantemente sottostimato. 
Eh sì cara Giuliana, qui non c’è destra, sinistra o centro che tenga. L’emergenza educativa è il vero tema del presente e del futuro. E non serviranno risorse straordinarie per i Comuni. Perchè quando una problematica diventa quotidiana e, quindi, strutturale alla società, non si può più parlare di straordinarietà. 
A meno di voler girar la testa dall’altra parte. Ma almeno su questo siamo sicuri del fatto che tutti i nostri candidati Sindaci (almeno quelli che conosciamo da anni) sono persone coscienziose e che sanno di cosa stiamo parlando. E soprattutto di quante risorse servano per fronteggiare tale drammatica condizione. 
F.V.

Questo articolo fa parte dell'archivio di Ticino Notizie e potrebbe risultare obsoleto.

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