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+++ Covid: Milano, ancora disagi per i tamponi e lunghe code anche ai Drive Through +++

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Lunghe attese al San Paolo, auto incolonnate anche al San Carlo, fila più scorrevole al Parco di Trenno Milano
 

MILANO – Nuovo giorno di ordinario caos tamponi a Milano. Ospedale San Paolo, ore 8 del 3 gennaio. La coda di auto arriva già in via Veltri, all’altezza della rotonda che fa da connessione con le vie de Nicola e Depretis. Un chilometro di auto incolonnate, con la polizia locale a vigilare. Ore di attesa: 6, per adesso. Perché alle 14 le auto che al mattino erano nel punto citato “non sono ancora arrivate dentro il Drive through. Ne vediamo finalmente l’ingresso”, conferma all’Adnkronos Salute uno dei cittadini in coda da allora, cioè dall’inizio dell’orario di apertura del punto tamponi (“qui solo molecolari”, spiegano i volontari a chi aspetta).

Tanta coda, per via dell’alta affluenza, anche al Parco di Trenno, ma intorno alle 11.40 le auto sembravano scorrere. Punto tamponi dell’ospedale San Carlo: macchine in fila fino al retro della struttura sanitaria.

La task force attivata dalla Regione non sembra essere riuscita per ora a impedire il verificarsi di nuovi disagi, come quelli già sperimentati da molte persone alla Vigilia di Natale, nei drive through più presi d’assalto. Questo nonostante la decisione di limitare l’accesso a queste strutture solo ai sintomatici e a persone risultate positive nei giorni scorsi che devono chiudere la quarantena (i contatti stretti che hanno bisogno del tampone sono stati invece dirottati sulle farmacie).

L’aver stabilito priorità su chi testare avrebbe dovuto avere come effetto quello di eliminare la pressione esercitata dalla richiesta di test ‘inappropriata’ rispetto alle indicazioni dell’Ats. Ma non pare aver risolto del tutto il problema delle code e delle attese sfiancanti. Anche perché nei giorni a ridosso del Natale i nuovi casi a Milano erano 6-7mila quotidiani. E quelle stesse persone, a distanza di una settimana-10 giorni di isolamento, tornano ai drive through per fare il test e sperare di chiudere la quarantena certificando la guarigione. Un esercito di aventi diritto al tampone, che si aggiunge ai nuovi sintomatici che continuano ad arrivare.

Questo articolo fa parte dell'archivio di Ticino Notizie e potrebbe risultare obsoleto.

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