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Dall'archivio:

++Magenta, minacce di morte a Stefania Piscopo dai No Vax. Siamo TROPPO oltre il tollerabile

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Attenzione: questo articolo fa parte dell'archivio di Ticino Notizie.

Potrebbe contenere informazioni obsolete o visioni da contestualizzare rispetto alla data di pubblicazione.

 
MAGENTA  In inglese si chiama shitstorm, che tradotto in italiano vorrebbe dire pioggia.. di m. Non siamo affatti dei sostenitori dell’anglofonia a senso unico, sempre più prevalente nel nostro parlare, ma la sostanza resta: quello che è capitato (e sta purtroppo capitando) all’infermiera magentina Stefania Piscopo, molto nota per l’attività professionale svolta e il toccante libro sulla malattia degenerativa su sua madre (Mi manca la tua voce), è un ennesimo caso di degenerazione violenta del linguaggio.
 

 

Tutto comincia alcune settimane fa, quando- al pari di altri sanitari o sostenitori dei vaccini- Stefania viene pesantemente bersagliata di commenti ingiuriosi che sfociano, come purtroppo accade troppe volte sui social, in minacce di morte.

Lo comunica lei stessa sulla propria pagina Facebook (Stefania Infermiera) con un post del 4 settembre scorso.

“Per aver espresso la mia opinione sull’importanza del vaccino Covid sono stata vittima (per la prima volta) di uno shitstorm. Ho cancellato molti dei commenti arrivati e segnalato e bloccato profili. Mi hanno augurato anche di morire con qualcuno che mi “inietta aria nelle vene”. Non ho risposto ai messaggi minacciosi in privato.

Non avrei mai (e dico mai) pensato di percepire tanta violenza (anche se solo verbale). Non nego che la cosa mi abbia un po’ scombussolata”.

Del caso si è occupato anche il sito Nurse24, specializzato appunto in cronaca dal e del mondo infermieristico.

“Minacce ai colleghi, ma non solo. Ed è il caso di Stefania Piscopo, infermiera (e scrittrice) di Magenta, nel milanese, che da oltre due mesi riceve ingiurie e minacce via internet. Il suo “errore”? L’impegno che la 47enne ha messo in campo nella divulgazione scientifica in favore dei vaccini.

E se il commento più “edulcorato” è non è una seria professionista, statene alla larga, a leggere gli altri vengono i brividi: da guardati le spalle a spero che muori male. E ancora – seppur non rivolto direttamente a lei – dovrebbero arrestare tutti quelli che fanno figurare morti per Coronavirus quelle persone che in realtà non lo sono, per poter ricevere più sussidi dallo Stato.

 E a distanza di settimane – l’incipit di tutto è a fine luglio, quando la professionista sanitaria è incappata in un post no-vax che spiegava come aggirare il green pass (c’è anche chi minaccia gli infermieri per ricevere il certificato verde senza vaccinarsi); post che ha subito ricondiviso sulla sua pagina chiedendo ai propri contatti di segnalare “uscite” del genere – gli insulti nei suoi confronti non si placano.

Certo, sono tanti i messaggi di solidarietà che Piscopo ha ricevuto sia sui social sia di persona, ma ciò conforta solo in parte, poiché a un certo punto l’infermiera ha capito che bloccare i contatti “malevoli” non era sufficiente, che le minacce di ogni genere proseguivano ad arrivare e dunque ha deciso di rivolgersi alla polizia postale: Mi è perfino sorto il dubbio di essere finita tra i bersagli in qualche gruppo social no vax, perché all’improvviso mi attaccano tutti insieme, come se fossero d’accordo.

Anche il quotidiano Il Giorno ha pubblicato un servizio su quanto accaduto. Purtroppo il fiume di odio e violenza verbale espresso dalla pubblica opinione No Vax, soprattutto con l’avvento dell’obbligatorietà del Green Pass, non sembra affatto fermarsi. Anzi.

Ma quanto certe cose succedono nel luogo dove viviamo, a persone che conosciamo e che non sono soltanto nomi o profili Facebook, beh sicuramente cambia tutto (e parecchio).

L’unico nostro auspicio, oltre alla chiara e convinta vicinanza a Stefania, è che questa rincorsa alla violenza verbale cessi quanto prima.

F.P.

Questo articolo fa parte dell'archivio di Ticino Notizie e potrebbe risultare obsoleto.

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