MAGENTA C’è chi occupa abusivamente le case e c’è anche chi occupa i parcheggi. Sentendosi perfino nel diritto di sostituirsi ad un ausiliario della sosta o a un agente della Polizia locale invitando chi è sprovvisto di ticket a provvedere al più presto, senza nemmeno sapere che metodo di pagamento abbia adottato. Accade a Magenta da diverso tempo ormai, dove i condomini di un palazzo della centralissima via Garibaldi sono esasperati e, insieme ad altri residenti, stanno pensando di rivolgersi alla Polizia locale per presentare un esposto scritto.
Loro sono tre donne, mamma e due figlie, che hanno acquistato un tagliando che permette loro di parcheggiare l’auto in via Garibaldi per un anno. “In realtà – commenta una persona – pretendono di utilizzare uno spazio ben preciso, quello sotto la loro abitazione, e se qualcuno lo ha occupato prima partono gli insulti e le minacce. Pochi giorni fa, per impedire che qualcuno parcheggiasse in quel tratto, hanno pensato bene di fermare il traffico in via Garibaldi allertando anche i Carabinieri”. Militari e Polizia locale sarebbero stati chiamati diverse volte per dirimere le controversie, sia dalle tre donne che dai residenti, ma la situazione non sembra sbloccarsi. L’unica via di uscita potrebbe essere quella di riunirsi tutti insieme presentando un esposto in forma scritta allegando tutte le prove disponibili. Come i bigliettini che appaiono sulle auto in sosta.
Una donna si è trovata sul parabrezza un bel biglietto con la scritta «Paga il ticket», quasi a volerla rimproverare perché le tre vigilesse improvvisate non hanno trovato il tagliando che consente loro la sosta. In realtà quella persona aveva provveduto a pagare regolarmente il parcheggio con l’apposita app che lo permette. Il rischio che, in una situazione di questo tipo, una eventuale lite degeneri e dalle parole si passi ai fatti è molto alto. “Stiamo vivendo una situazione assurda – continua un’altra persona – Quelle tre persone pensano di poter fare quello che vogliono. Possiamo parlare di vere e proprie molestie che non siamo più disposti a tollerare”.

