TERRITORIO – In coincidenza della Giornata Mondiale delle Aree Umide, celebrata lo scorso 2 febbraio all’insegna del motto Acqua, zone umide e vita, ANBI, l’Associazione nazionale dei Consorzi di bonifica, ha diffuso un dato interessante: nel Paese sono 180 le aree naturalistiche cogestite dai Consorzi di bonifica per una superficie di ben 200.000 ettari. Sono umide le zone inondate dall’acqua in modo permanente o stagionale, naturali come, per esempio, le paludi, gli stagni, le pianure alluvionali, o artificiali, gestite dai Consorzi di bonifica come le risaie, i bacini per la fitodepurazione, le oasi naturalistiche.
“La nuova cultura ingegneristica, capace di abbinare esigenze idrauliche ed ambientali, trova nei Consorzi di bonifica, esempi d’eccellenza internazionale” commenta il Presidente di ANBI Francesco Vincenzi. “E’ un patrimonio, che possiamo implementare grazie anche al Piano Nazionale Invasi, per cui abbiamo pronti 218 progetti nella maggior parte già cantierabili; l’importo necessario è di circa 3 miliardi di euro” sottolinea invece il Direttore Generale Massimo Gargano.

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Giornata Mondiale delle aree umide: l’impegno ambientale dei Consorzi di Bonifica
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