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Dall'archivio:

Niente da fare, a Bussolati la festa del Sole di LA proprio non piace..

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Riceviamo e pubblichiamo

 

Caro Provera, le lascio volentieri la conoscenza di quelle “ragazze e ragazzi” di Lealtà e Azione. Gli stessi che inneggiano ai caduti di Salò, torturatori e autori di deportazioni e fucilazioni, col saluto romano al campo X del Cimitero Maggiore. Gli amici di quel Giacomo Traverso, leader genovese di Lealtà e Azione, che su Facebook definisce gli ebrei “lurida razza di mercanti dal naso adunco”. Quelli che hanno come presidente uno coinvolto in un raid squadrista. 
La lascio a lei. Io non ci tengo. E non tengo neppure ad accettare lezioni morali da chi, così facendo, rischia di legittimare tesi secondo cui sarebbe giusto dare riconoscimenti istituzionali a forze estremiste che inneggiano all’odio e all’intolleranza razziale. 
Direttore, se pensa che sia giusto valorizzare ogni posizione, per le quali paventa il rischio “marginalizzazione”, vada anche a commemorare la banda Koch, quella che torturò migliaia di italiani anche a Milano. Come fanno quei bravi ragazzi di Lealtà e Azione: vada a dirgli che Pietro Koch, colui che assaltava le chiese e torturava i partigiani, era un patriota. Continui pure a farlo, ci troverà sempre dall’altra parte, a batterci perché queste posizioni siano stigmatizzate e marginalizzate. Quei valori hanno rischiato di distruggere il nostro Paese, infangandone la memoria; e questo va ricordato agli italiani. E chi come lei non lo fa si mostra complice.
Pietro Bussolati
Caro Pietro, la memoria degli italiani è qualcosa di così complesso che ridurla in poche righe, come fai tu, è davvero encomiabile…
Personalmente sostengo e da tempo Israele, non ho commemorato nessun torturatore e se dovessimo elencare le amenità che esponenti di ogni partito (tuo compreso) scrivono ogni giorno su Fb, staremmo qui per giorni. Detto questo, vedo e leggo di un clima che mi ricorda lo scontro ideologico degli anni 70. E questo, oltre a essere un male, mi rattrista.
F.P.

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