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Festa di fine Ramadan alla Vincenziana di Magenta, la cooperativa respinge i ‘non ospiti’ arrivati in via Casati

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MAGENTA – Qualche polemica è emersa nei giorni scorsi su musulmani, non ospiti presso la ex Vincenziana di Magenta, entrati nella struttura di via Casati a pregare. Ma oggi, giorno di grande festa, come sono andate le cose?

Fin dal primo mattino parecchie persone hanno raggiunto la Vincenziana, ma l’edificio non è certo luogo di culto e nessuna celebrazione può essere autorizzata. “Abbiamo uno spazio adibito alla preghiera – spiega Andrea Papoff della cooperativa Intrecci, che gestisce la struttura – ma non può certo essere utilizzato per una festività di massa come la fine del Ramadan che richiama una moltitudine di persone”.

La cooperativa allora si è premunita. Hanno consigliato agli ospiti di recarsi a Milano, o in altri comuni del territorio dove esistono associazioni e strutture adeguate. Hanno consegnato biglietti ingresso per il Mazda Palace, ma qualcuno è rimasto, inevitabilmente, a Magenta. Nessun problema di ordine pubblico. Non si è reso necessario l’arrivo di Polizia locale o Carabinieri. Anche perché, per evitare problemi i responsabili hanno respinto qualsiasi ingresso di persone che non fossero ospiti alla struttura. Il problema rischia però di ripresentarsi in futuro. La comunità islamica chiede uno spazio che possa essere utilizzato come centro culturale a Magenta, simile a quello esistente da anni ad Abbiategrasso. Centro culturale che non è una moschea ma, di fatto, ne viene assimilato. Quello, per intenderci, già individuato qualche mese fa nella zona industriale. A tal proposito le opposizioni sono feroci e stanno combattendo con forza questa eventualità. Ma quanti sono gli ospiti della ex Vincenziana ad essere musulmani praticanti? I tre quarti seguono i precetti del Corano. Su 90 ospiti, una settantina circa. “In pratica – continua Papoff – a parte il gruppo dei cristiani ortodossi di nazionalità nigeriana, gli altri sono tutti musulmani sunniti. Dal Mali al Senegal alle altre nazioni dell’Africa Subsahariana”.

G.M.

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