Con questo articolo prende il via la collaborazione con Ticino Notizie di Francesca Rosti. Le rivolgiamo il nostro più caloroso BENVENUTA tra noi.
INVERUNO CORBETTA Come ogni anno l’8 Marzo si avvicina sempre di più e non manca certo di riflettere sulle sue implicazioni.
Le origini della “festa della donna” sono controverse e poco chiare. Una delle principali credenze è che nacque in ricordo di un gruppo di operaie di New York, rimaste vittime di un incendio mentre scioperavano per migliori condizioni di lavoro. Una seconda ipotesi, invece, vede l’8 Marzo avere i suoi albori nel 1910 quando venne istituita una giornata in onore delle manifestazioni per i diritti delle donne, su iniziativa di alcune unioni sindacali americane.
Chi si volesse avventurare nei meandri di internet ricercando le origini di questa ricorrenza, troverà pane per i suoi denti, con decine di spiegazioni diversissime tra loro.
A qualsiasi delle ipotesi ci si voglia affidare, quello che è chiaro è la storia di strenua lotta per l’ottenimento dei diritti femminili da cui scaturisce la festività.
A questo punto la domanda ci giunge spontanea: l’8 Marzo conserva ancora questo carattere battagliero che aveva più di cento anni fa quando venne istituito? E soprattutto, ha ancora ragione di essere celebrato?
Trovo che il parere delle dirette interessate sia quello più utile per trovare risposte.
L’opinione generale, che condivido, reputa la festa della donna, indubbiamente, ancora utile. Non deve sfuggire, però, come essa sia il risultato di lunghissimi anni di lotte di genere e battaglie per la conquista di pari opportunità. Dunque, è importante che venga celebrata ancora oggi per ricordare tutti i traguardi raggiunti da chi è venuto prima di noi, in materia di diritti, parità ed emancipazione.
Ciò che si è perso oggigiorno è proprio questo spirito di denuncia. C’è una forte tendenza a minimizzare il significato della festività, anche da parte delle stesse donne. Spesso reputiamo di aver raggiunto risultati ottimali in quanto a condizione della donna, pensiamo che le disparità di genere siano state appianate e che non ci sia più bisogno di lottare per questi temi. Questo ha fatto sì che l’8 marzo scadesse, molte volte, in un semplice scambio di auguri e fiori di mimosa.
La realtà dimostra che la strada è ancora lunga da percorrere, ad è sempre bene ricordarlo a tutti: ogni giorno ritroviamo storie di divario salariale, diseguaglianze sociali, mancato rispetto reciproco e molto altro, nell’ambito lavorativo, così come nella vita quotidiana.
Dunque, per questo 8 Marzo, prendiamoci un momento per ragionare su questi temi e sulla condizione femminile nel nostro tempo.
Per addentrarsi di più e meglio nello spirito della ricorrenza, vi invito a leggere le locandine di una serie di interessanti rassegne che offrono spunti di riflessione sul tema, le quali avranno luogo nei prossimi giorni nei comuni di Inveruno e Corbetta.
Francesca Rosti

