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30 anni per lo stabilimento Barilla a Novara

Trent’anni all’insegna della tradizione, dell’innovazione e della sostenibilità. Lo storico stabilimento produttivo di Novara, nato negli anni ’50 con i prodotti Pavesi, celebra i 30 anni con il gruppo Barilla, di cui è diventato parte nel 1994 e oggi è arrivato a sfornare oltre 55mila tonnellate di prodotti, dagli Abbracci Mulino Bianco ai Ringo Pavesi.

Lo stabilimento dà lavoro a oltre 334 persone di 12 nazionalità, e ha assunto negli ultimi cinque anni 65 persone a tempo indeterminato. Una crescita nel segno della parità di genere visto che due manager su tre sono donne. “Siamo impegnati quotidianamente a investire in innovazione, integrando al nostro lavoro il progresso scientifico senza mai allontanarci dalla tradizione che caratterizza i nostri prodotti da forno”, racconta Federica Massari, direttrice stabilimento Barilla di Novara. Tutto nasce grazie a Mario Pavesi, che ha reso i Pavesini, storico biscotto di Novara, un’icona. Originario del Pavese nel 1945 ha spostato la produzione a Novara e iniziato un percorso di innovazione, fino ad un nuovo stabilimento, nel 1954, poi venduto dall’Iri a Barilla trent’anni fa, che oggi si estende su un’area di 183.000metri quadrati.

Lo stabilimento di Novara continua a crescere: nel 2022, il Board Barilla ha approvato un investimento di 10milioni di euro per aumentarne la capacità produttiva e per l’installazione di una nuova linea di produzione, confezionamento ed etichettatura. Cifra che fa parte del pacchetto da oltre 200 milioni di euro che Barilla ha investito negli ultimi 15 anni, per renderlo sempre più innovativo e sostenibile.
A Novara ci sono 8 linee di produzione e una capacità produttiva massima di 105mila tonnellate di prodotti all’anno. Nella grande cucina, Barilla continua a usare lievito madre, uova fresche da galline allevate a terra, nel 2023 sono stati consumati 2.057.938 kg di uova, pari a 5.638 kg al giorno. Nel famoso Mulino Bianco di Galliate, con 100 anni di storia, vengono macinate oltre 80mila tonnellate di grano all’anno, interamente sostenibile.

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