MILANO “La moda c’e’ e va avanti, con coraggio e creativita’. Dobbiamo mantenere la leadership dell’Italia nel mondo della moda, anche trovando altre soluzioni per raccontare quello che facciamo, come avviene” per le sfilate con questo “mix di digitale e fisico”.
Cosi’ all’AGI, il presidente della Camera nazionale della Moda italiana, Carlo Capasa, che tuttavia non nasconde l’incidenza che la nuova ondata di Covid sta avendo sulle sfilate milanesi. Alla vigilia dell’inaugurazione della Fashion Week Men’s Collection (14-18 gennaio), e’ gia’ chiaro il ‘danno’ portato da Omicron. In questa Week, spiega “saranno 16 le sfilate in presenza; 23 presentazioni fisiche e presentazioni su appuntamento; se li sommiamo ai 7 eventi in presenza, siamo a 46 appuntamenti dal vivo, contro i 18 contenuti digitali”.
Numeri questi ultimi che sono saliti insieme alla curva dei contagi. Gia’ la settimana scorsa Giorgio Armani ha fatto sapere di aver cancellato le sfilate uomo di Emporio Armani e Giorgio Armani autunno/inverno 2022/23. Una decisione “presa a malincuore” dallo stilista ma necessaria “in considerazione del peggioramento della situazione epidemiologica”. Altri, come il noto band JW Anderson hanno fatto la stessa cosa anche se per motivi diversi: ha annullato la sfilato per problemi legati alla logistica, trasformandola in digitale.
“Ma ci sono anche alcuni brand – aggiunge il presidente della Cnmi, Capasa – che nella stessa giornata hanno un evento digitale e una presentazione aperta al pubblico. Ed e’ la prima volta che accade che abbiamo in calendario lo stesso brand con un evento digitale e fisico”.

