BOFFALORA Occhi scuri vivaci, sorriso gioioso, fisico slanciato, Aurora Bollini, 24 anni (si può dire l’età) , ha sempre nutrito la passione per la scrittura e la lettura e/o viceversa.
Si definisce una romanticona cui piacciono le storie d’amore, però, a proposito dei romanzi che sopra tutti gli altri le raccontano, quelli ‘rosa’, dice di non averne letto uno che l’abbia veramente soddisfatta, anzi spesso ne è stata delusa, così, per la serie fai da te, se lo è scritto da sè, “come piace a me”.
Eccola, dunque, presentare il suo ‘Ruby from the block’, ed.Dialoghi, in occasione della seconda edizione della ‘Settimana del libro di Boffalora’, mercoledì 24 novembre, presso la Sala Mons. Portaluppi.
Ricordiamo che protagonisti dell’evento culturale, patrocinato dal Comune di Boffalora, da Fondazione per Leggere e da La Memoria del Mondo sono stati, oltre a lei, Daniela Mazzoni, giovedì 18 novembre, con ‘Le leggende delle piante’, e, sabato 27, Andrea Vitali con ‘La gita in barchetta’. Tornando alla nostra giovane autrice e al suo romanzo: “Non è il classico ‘rosa’, seppure narri una vicenda amorosa, appassionata, non priva di erotismo” – commenta la moderatrice dell’incontro, Beatrice Uboldi ( docente di Lettere di Aurora alle Medie) – dal momento che l’ambientazione e alcune tematiche sociali affrontate si discostano dai canoni tradizionali del romance”. Venendo al perché del titolo del testo e dei capitoli in Inglese, chiarisce l’Autrice: “Quello che scrivo in prima persona è il racconto di alcune vicende della propria esistenza che la protagonista, Rebecca Vitagliano, diventata giovane ambasciatrice all’ONU, fa in quel di New York ad una giornalista del New York Times”. E in Inglese, a parte pochi vocaboli e espressioni utili ad indicare “le tre differenti linee temporali in cui – sottolinea – si articola la mia storia”, c’è davvero poco altro: skanner, okay, Google maps , Michael, fan girl … insomma ce la possiamo fare, mentre è alla comprensione delle tante frasi in napoletano puro che ci dobbiamo applicare un poco o un tanto. Proprio nella città partenopea, infatti, si svolge gran parte dell’accaduto, perché è di Napoli, non quella dei quartieri alti, che Aurora Bollini vuole scrivere, così pure di quei ragazzi , conosciuti in prima persona anni fa, “che mi hanno raccontato le loro storie, e a loro, al loro riscatto sociale, intendo rendere onore in queste pagine”.
Quindi, accanto al tema principale dell’amore, in ‘Ruby from the block’, ne sono presenti altri, “quali la ricerca, la crescita, il coraggio, citato nel pensiero di Niccolò Agliardi, messo in esergo”, sottolinea Beatrice Uboldi, a riprova che questo dell’Aurora è un ‘rosa’ sui generis. Un ‘rosa’ scritto in tre mesi, ma tenuto nel cassetto tre anni, fino a che il fidanzato Michele, primo lettore, l’ha spinta ad inviarlo ad una casa editrice. E ci ha visto giusto il giovane. Un mese dopo è arrivato l’okay: letto, piaciuto e stampato. Ora c’è altro nel cassetto della nostra scrittrice? “Sì, tanti personaggi che sogno e disegno, almeno una quindicina di storie da completare”, afferma lei sorridente, prima di dedicarsi ad autografare, con dedica, le copie dei libri che i suoi prossimi lettori le porgono.
Franca Galeazzi



