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Robecco: Gigi Dameno e le transenne spostate anche con la malattia. Alcuni dei tanti ricordi

ROBECCO “Mi hai sempre supportato, aiutato in quello che facevo, dato consigli preziosi.
Ti sarò sempre grato per tutto questo.

Non avevi orari, mi dicevi di disturbarti quando volevo senza farmi problemi. Una generosità e uno spirito di servizio rari che ti hanno sempre contraddistinto.

Al termine dell’ultima Fiaccolata abbiamo pregato per te, con la speranza che tu potessi tornare a correre con noi.

Ci hai preceduto anche questa volta, sei andato troppo forte come tuo solito.
Arrivederci Gigi, ti porteremo sempre nel cuore”.

Le parole del consigliere comunale Giovanni Noè sono solo alcune di quelle che da ieri sera listano a lutto i social dei tanti robecchesi afflitti dalla morte prematura di Gigi Dameno, tecnico comunale e da anni infaticabile runner.

Che il Gigi (universalmente noto così, dagli uffici dove una volta mi mostrò un piccolo bastone in legno col quale canzonava la litania dialettale ‘ma ta la muca no??’) fosse malato s’era capito quando lo si vedeva più di rado impegnato nelle sue corse lungo la splendida e silente vallata, a qualsiasi ora, dalla pausa pranzo (la passava anche così) ai pomeriggi o alle sere: era un Brontolo, della ‘cantera’ di Andrea Noè. Una malattia che non gli impedì, negli ultimi difficili anni, di presentarsi mentre era debilitato a sistemare le transenne in occasione della festa parrocchiale, per dare una mano al Jean Paul e a tutti, del resto a Robecco in Comune non lavorano centinaia di persone, e il suo aiuto era essenziale. Anche se avrebbe potuto serenamente restarsene a casa. Ma non lo fece. Anche questo, era l’uomo.

Nei primi anni del 2000 sovrintese ogni giorno, in loco, i complessi lavori di rifacimento di piazza XXI Luglio e via Matteotti, cuore del paese, dove abito dalla nascita. Era estate. Un giorno mentre rincasavo in moto mi accolse con un ‘ma due casu ta ve?’, al che serafico risposti ‘segunda ti? a ca!”. ‘Sa pasa no’, sorrise. Mi rimase un placido ‘alura cata foeura un elicottero, se no dim ti ma fu’.

Si peritò di chiedere a due famiglie di far passare auto e mezzi dei residenti dal loro cortile di proprietà, per ovviare ai disagi nel cuore del paese, e mi chiese cortesemente ‘ta pe no met du rig sul giurnal? Gan fai un piase’. E così, sul Giorno del tempo, ecco il grazie del Comune di Robecco e del geometra Luigi Dameno alle famiglie che col loro gesto ecc. ecc.

Questo era Gigi Dameno, poc ball. Meno visibile ormai da tempo, dopo decenni di presenza fissa in Comune sin dai tempi del compianto Beniamino Merlo. L’ultima volta lo incrociammo davanti alle Poste, curiosamente lo stesso luogo da cui sovrintese ai lavori di cui sopra. Debilitato ma sorridente, parlava sereno con gli occhi al fondo dei quali, oltre al dolore, c’era la pace. Quella pace che tutti noi gli auguriamo adesso, testimoniata dalle parole del ‘collega’ Ivan Visconti e da Francesca Bianchini, amica runner.

Ciao Gigi, con te finisce per sempre la possibilitò di canzonare (e venire canzonati) il geometra dal Comun, utilizzando il nostro amato (e sempre meno diffuso) dialetto. La lingua dei nostri padri. Il luogo che cristianamente ti auguriamo quanto prima di raggiungere. E ades.. me fem?

F.P.

“…..tante troppe cose, tanti troppi ricordi scorrono nella mente….. non ho parole per scrivere quello che provo……ciao Luigi Dameno, “il gigi” per tutti noi….dopo tante scalate questa volta sei andato troppo in alto per raggiungerti….. ma consola il fatto che sicuramente dove sei ora potrai tornare a correre felice…e come sempre hai fatto potrai aiutare chi e’ rimasto qui con una ferita al cuore…. non voglio dirti addio ma arrivederci …..ciao gigi r.i.p.”

““Francesca” mi chiamava sempre col nome intero.
E ridevamo tantissimo quando ci raccontava gli aneddoti delle gare col povero Paolo NP-noè che ogni volta veniva riportato a casa conciato in qualche modo.
Era presente. Una persona presente.
La Luisa e la Vale e l’Andrea. La sua famiglia.
La sua comunità.
Presente. Ciao Gigi. Ti vogliamo bene, tanto.”

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