HomeEconomiaProvince: Unioncamere, Milano prima per valore aggiunto pro-capite da oltre vent'anni

Province: Unioncamere, Milano prima per valore aggiunto pro-capite da oltre vent’anni

Un valore tre volte e mezzo superiore a quello generato da Agrigento (15.665 euro), fanalino di coda e quasi doppio quello della media nazionale (29.703).
E’ quanto emerge dall’analisi realizzata dal Centro Studi Tagliacarne e Unioncamere sul valore aggiunto provinciale del 2022 che e’ una delle tradizionali attivita’ di misurazione dell’economia dei territori realizzata dal sistema camerale.

Tuttavia, complice l’incremento dei prezzi delle materie prime, e’ stata Potenza la provincia che ha corso di piu’ nel 2022 rispetto al 2021 con un incremento del valore aggiunto del 16,4 per cento contro il 6,9 per cento medio nazionale a prezzi correnti. A livello settoriale crescite a due cifre si rilevano in particolare in corrispondenza delle Costruzioni (10,4 per cento), anche per effetto del superbonus 110 per cento, e dei servizi (+10,6 per cento), mentre l’industria in senso stretto cresce del 9,5 per cento.

Guardando al pre-pandemia, solo a Firenze il valore aggiunto prodotto resta ancora sotto i livelli precedenti al Covid segnando un calo del 4,7 per cento nel 2022 rispetto al 2019, ma e’ in crescita dell’8,8 per cento rispetto al 2021. Mentre allungando l’orizzonte all’ultimo decennio, tra il 2012 e il 2022, a mostrare maggiore vigore sono soprattutto le province piu’ “giovani”, piu’ “industrializzate”, piu’ strutturate e orientate all’export.

“L’analisi dei livelli provinciali di sviluppo evidenzia come uno dei fattori di successo e di resilienza anche a livello territoriale sia rappresentato dall’avere piu’ motori di crescita. In particolare, guardando alle performance provinciali due sembrano quelli piu’ rilevanti: un sistema industriale saldo e interconnesso e una capacita’ di attrarre e far crescere la filiera dei servizi collegata al turismo”.

Lo ha evidenziato il presidente di Unioncamere Andrea Prete che ha sottolineato “il tutto si e’ accompagnato al buon andamento dell’edilizia, in parte consistente pero’ legato anche ai provvedimenti di incentivazione. L’apertura ai mercati internazionali si e’ poi dimostrata un deciso fattore propulsivo. In una fase di rallentamento che interessa l’economia europea dobbiamo percio’ valorizzare queste caratteristiche per poter continuare a competere con successo”. L’articolazione geografica del valore aggiunto mette in risalto le differenze ancora esistenti in termini di valore aggiunto prodotto tra il Nord e il Sud del Paese.

La classifica del valore aggiunto pro-capite 2022 e’ capitanata, infatti, da ben tre province del Nord con Milano in testa (55.483 euro), seguita da Bolzano/Bozen (49.177) e Bologna (41.737). E bisogna scorrere fino al 47esimo posto per trovare la prima provincia appartenente al Mezzogiorno. Mentre le ultime 32 posizioni sono tutte occupate da province meridionali. Ma in soli quattro anni, tra il 2019 e il 2022, diverse province del Sud si sono distinte per avere fatto sensibili passi avanti.

Tra le prime dieci province che mostrano avanzamenti piu’ significativi Potenza e’ migliorata di 20 posizioni, Brindisi e Matera di 7. Ed e’ ancora Potenza ad essere schizzata al primo posto per crescita del valore aggiunto prodotto tra il 2021 e il 2022 con un + 16,4 per cento, seguita nella top cinque da Bolzano/Bozen (+12,4 per cento), Trento (+11,8 per cento), Matera (+11,5 per cento) e Valle d’Aosta/Valle’e d’Aoste (10,9 per cento).

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