Un poliziotto penitenziario è stato aggredito ieri pomeriggio nel carcere di Bollate da un detenuto che aveva sorpreso a frugare nei cassetti dell’ufficio del caporeparto.
L’agente, intervenuto da solo al secondo reparto, è stato colpito con diversi pugni al volto dopo aver intimato al detenuto di uscire dall’ufficio. Ha riportato una prognosi iniziale di sette giorni per un problema al collo e oggi dovrà tornare in ospedale per ulteriori accertamenti, anche per il sospetto di una lesione al timpano.
A denunciare l’ennesimo episodio di violenza è il SAPPE, che torna a richiamare l’attenzione sulla situazione del personale di Polizia Penitenziaria in servizio nella casa di reclusione milanese. “Altro che carcere modello: a Bollate registriamo, di fatto, un’aggressione al giorno. Non è più possibile considerare questi episodi come eventi ordinari del lavoro penitenziario”, afferma Matteo Savino, vice segretario SAPPE per la Lombardia.
“Quello che è accaduto dimostra ancora una volta quanto sia esposto il personale di Polizia Penitenziaria, chiamato quotidianamente a garantire ordine e sicurezza in condizioni sempre più difficili. Un agente, intervenuto per impedire che un detenuto accedesse indebitamente a un ufficio, è stato aggredito e ha dovuto ricorrere alle cure mediche. È una situazione che richiede risposte concrete e immediate”, aggiunge Savino.
Il SAPPE torna quindi a sollecitare provvedimenti urgenti, a cominciare da “un inasprimento della pena per i detenuti che aggrediscono il personale di Polizia Penitenziaria durante la permanenza e l’espiazione della pena in carcere”.
“Serve una presenza forte ed evidente dello Stato, che non può tollerare questa diffusa impunità. Servono provvedimenti urgenti ed efficaci per tutelare concretamente chi ogni giorno lavora nelle carceri”, sottolinea Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria.
Il leader del SAPPE si appella ai vertici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria affinché vengano create “le condizioni per ristabilire ordine e sicurezza, attuando davvero quella tolleranza zero verso quei detenuti violenti che, anche in carcere, sono convinti di poter continuare a delinquere nella impunità assoluta”.
“Gli eventi critici contro gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria sono aumentati in maniera spaventosa e, come dimostra quanto avvenuto a Bollate, i nostri poliziotti rischiano concretamente la propria incolumità nel fronteggiare comportamenti violenti di detenuti che, anche durante l’espiazione della pena, non si fanno scrupolo di mettere a repentaglio la vita delle persone”, conclude Capece.
“Ho apprezzato l’impegno assunto tempo fa dal presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni, secondo cui il Governo avrebbe continuato a rafforzare tutele e strumenti per le Forze dell’Ordine. Ma fino ad oggi – conclude il segretario generale del SAPPE – non abbiamo visto interventi sufficienti a garantire davvero la sicurezza e l’incolumità del personale di Polizia Penitenziaria. È necessario passare dagli impegni ai fatti”.












