HomeEconomiaMorti sul lavoro in Italia: nel 2023 si va verso 1000 'croci'

Morti sul lavoro in Italia: nel 2023 si va verso 1000 ‘croci’

In zona rossa nei primi nove mesi del 2023 con un’incidenza superiore al 25% rispetto alla media nazionale (Im=Indice incidenza medio, pari a 25,7 morti sul lavoro ogni milione di lavoratori) sono: Molise, Umbria, Abruzzo, Puglia e Campania. In zona arancione: Calabria, Friuli Venezia Giulia, Sicilia, Piemonte, Marche, Basilicata e Trentino Alto Adige. In zona gialla: Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Lombardia, Sardegna, Lazio. In zona bianca: Valle D’Aosta e Toscana.

“Mancano tre mesi alla fine dell’anno, ma le incidenze di mortalità e i numeri restano drammatici e preludono ad una chiusura del 2023 sul solito e sconfortante valore di oltre mille infortuni mortali sul lavoro. Una situazione allarmante e grave che pone sotto i riflettori soprattutto le vittime in occasione di lavoro, cresciute rispetto al 2022 del +3,3%. Nessuna flessione, anzi. E questo indica la stabilità del fenomeno e non, purtroppo, un’inversione di tendenza”. Ad avviare l’esplorazione dell’ultima indagine realizzata dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering di Mestre, è il suo Presidente, Mauro Rossato che continua ad esprimere forte preoccupazione per l’insicurezza sul lavoro in Italia.

E lo studio dei dati da parte dell’Osservatorio mestrino fa emergere le maggiori fragilità della sicurezza nel Paese attraverso le incidenze di mortalità: giovanissimi, anziani e stranieri.

Per chi ha un’età compresa tra i 15 e i 24 anni, infatti, il rischio di morire sul lavoro è ben superiore rispetto ai colleghi che hanno un’età compresa tra i 25 e i 34 anni (21,8 infortuni mortali ogni milione di occupati contro 13,7).

Un dato, quest’ultimo che risulta essere ancor più preoccupante tra i lavoratori più anziani; e infatti l’incidenza più elevata si registra proprio nella fascia dei lavoratori ultrasessantacinquenni (97,5), seguita dalla fascia di lavoratori compresi tra i 55 e i 64 anni (44,1).

Intanto anche gli stranieri deceduti in occasione di lavoro da gennaio a settembre, sono 113 su 593 (1 su 5). Con un rischio di morte sul lavoro che risulta essere praticamente doppio rispetto agli italiani: gli stranieri, infatti, registrano 47,6 morti ogni milione di occupati, contro i 23,2 italiani che perdono la vita durante il lavoro ogni milione di occupati.

I NUMERI ASSOLUTI DELLE MORTI SUL LAVORO E DEGLI INFORTUNI IN ITALIA DA GENNAIO A SETTEMBRE 2023

MORTI. Sono 761 le vittime sul lavoro in Italia, delle quali 593 in occasione di lavoro (+3,3% rispetto a settembre 2022) e 168 in itinere (-22,2% rispetto a settembre 2022). Ancora alla Lombardia va la maglia nera per il maggior numero di vittime in occasione di lavoro (95). Seguono: Campania (57), Veneto (55), Piemonte (49), Puglia (46), Lazio ed Emilia Romagna (45), Sicilia (38), Toscana (25), Abruzzo (23), Marche e Umbria (17), Calabria (16), Friuli Venezia Giulia (15), Liguria (14), Trentino Alto Adige (13), Sardegna (12), Basilicata e Molise (5) e Valle d’Aosta (1). (Nel report allegato il numero delle morti in occasione di lavoro provincia per provincia).

Nei primi nove mesi del 2023 è sempre il settore delle Costruzioni a registrare il maggior numero di decessi in occasione di lavoro: sono 92. Ed è seguito dal settore dei Trasporti e Magazzinaggio (79), dalle Attività Manifatturiere (64) e dal Commercio (46).

La fascia d’età numericamente più colpita dagli infortuni mortali sul lavoro è sempre quella tra i 55 e i 64 anni (212 su un totale di 593).

Le donne che hanno perso la vita in occasione di lavoro da gennaio a settembre 2023 sono 34, mentre 20 hanno perso la vita in itinere, cioè nel percorso casa-lavoro.

Gli stranieri deceduti in occasione di lavoro sono 113, mentre sono 30 quelli deceduti a causa di un infortunio in itinere.

Il lunedì e il mercoledì sono i giorni più luttuosi della settimana, ovvero quelli in cui si sono verificati più infortuni mortali nei primi nove mesi dell’anno (19,7%).

INFORTUNI. Le denunce di infortunio sono in diminuzione del 20% rispetto a fine settembre 2022. Erano, infatti, 536.002 a fine settembre 2022. Nel 2023 sono scese a 430.829. E il decremento risulta essere sempre maggiormente rilevante, come del resto nei mesi precedenti, nel settore della Sanità; lo scorso anno a fine settembre le denunce erano 69.874, mentre a fine settembre 2023 sono diventate 21.521. Altra conferma, questa, della “quasi” totale “estinzione” degli infortuni connessi al Covid dalle statistiche.

Anche dopo i primi nove mesi del 2023, il più elevato numero di denunce arriva dalle Attività Manifatturiere (54.444). Seguono: Costruzioni (24.555), Trasporto e Magazzinaggio (23.510), Commercio (22.665) e Sanità (21.521).

Le denunce di infortunio delle lavoratrici italiane da gennaio a settembre 2023 sono state 150.363, quelle dei colleghi uomini 280.466.

Sempre allarmante il dato relativo alle denunce degli infortuni dei giovanissimi. Fino ai 14 anni si rilevano 32.937 denunce (circa il 7,6% del totale).

Altri articoli della sezione

Lions Italia: torna lo ‘Zaino sospeso’ oltre 1.500 punti di raccolta a sostegno del Diritto allo Studio

Ogni studente dovrebbe poter iniziare l'anno scolastico con gli strumenti necessari per imparare. Eppure, per molte famiglie, settembre coincide con una delle spese più...

‘Constellation a rischio incendio’, il Comune di Crans sapeva

Il Comune di Crans-Montana sapeva che la schiuma fonoassorbente usata al Constellation era ad alto rischio di incendio. Nell'indagine sul rogo di Capodanno in cui hanno perso...

A vent’anni dalla scomparsa di Carlo Acutis, al cinema “Il giovane Santo”

Ogni anno un milione di pellegrini fa visita alla sua tomba ad Assisi. Ottantamila fedeli hanno assistito alla sua canonizzazione, celebrata il 7 settembre...

Meteo: in autunno temperature oltre la media, incognita precipitazioni

Un Mediterraneo eccezionalmente caldo, con anomalie termiche che interessano anche gli strati sotto la superficie, rende più energetico il contesto di partenza dell'autunno 2026, che...

Articoli Correlati

Piemonte. Risorse idriche, Bongioanni: «In arrivo dal Masaf oltre 3,3 milioni per microinvasi e interventi irrigui in agricoltura.

«Sono in arrivo dal Masaf oltre 3,3 milioni di euro di nuove risorse per microinvasi aziendali e interventi di miglioramento nell'uso delle risorse irrigue...

Compagni del No (ai Data Center) vivono e lottano insieme a noi: il 3 ottobre (loro) vanno tutti a Rho

"Scenderemo in piazza per chiedere una moratoria immediata sui progetti di data center" annunciano gli organizzatori della manifestazione 'Data center: fermarli è possibile!' convocata per sabato...

Ora contactless anche le linee ferroviarie Milano-Novara Nord e Milano Saronno

Pay&Go, il sistema di Trenord che permette di acquistare il biglietto con carta o smartphone semplicemente passandoli ai tornelli o ai totem pos in partenza e all'arrivo,...

Lavoro. Trenord alla ricerca di futuri capitreno

Trenord avvia la selezione di futuri capitreno: da oggi è possibile inviare la propria candidatura per entrare nel team di personale responsabile del servizio a...
spot_img