HomeCronacaMagenta, trentacinque anni di sogni e passione: la grande festa del Cinemateatronuovo

Magenta, trentacinque anni di sogni e passione: la grande festa del Cinemateatronuovo

Non è solo una sala, non è solo uno schermo. È un cuore pulsante che batte nel centro di Magenta da oltre tre decenni. Giovedì sera, il Cinemateatronuovo ha spento 35 candeline con una serata speciale che ha saputo mescolare nostalgia, gratitudine e una visione luminosa per il futuro. Sotto la guida brillante di Marco Invernizzi, la serata non è stata una semplice celebrazione istituzionale, ma un racconto corale di come una sala parrocchiale sia diventata un punto di riferimento culturale imprescindibile per tutto il territorio.

Il segreto della longevità del CTN? La capacità di essere “molto di più” di un cinema. Durante l’evento, la proiezione di spezzoni di film storici ha fatto emozionare il pubblico, ricordando come quelle mura abbiano ospitato storie, riflessioni e crescita collettiva. Presenti i diversi personaggi i che rappresentano le diverse anime della sala. Dal parroco Don Federico Papini a Fabrizio Tassi, il critico cinematografico e scrittore che ha offerto uno sguardo colto e appassionato sulla qualità artistica che da sempre contraddistingue la programmazione. Mariarosa Cuciniello, Assessore, ha portato il saluto dell’Amministrazione Comunale, ribadendo il legame indissolubile tra la città e la sua sala. Il momento più toccante è stato il riconoscimento al “capitale umano” del Cinemateatronuovo. Alberto Baroni e i rappresentanti della sala hanno reso omaggio a chi sta dietro le quinte: i volontari. È grazie al loro lavoro appassionato, costante e disinteressato se le luci non si sono mai spente e se la macchina da proiezione continua a girare con precisione millimetrica. “Il Cinemateatronuovo è una realtà che vive della passione di chi ci lavora e dell’affetto di chi lo frequenta”.

L’intervento di Marco Invernizzi è stato una profonda riflessione sul valore del cinema come atto di comunità e resistenza umana. Invernizzi sottolinea che, dopo 35 anni, il Film Forum non è più solo una questione di cinema, ma è diventato un luogo magico di incontro, paragonabile alla piazza della domenica. È un luogo dove si trova lo “spirito della città” e dove l’esperienza di vedere un film diventa un atto collettivo, profondamente diverso dal consumo individuale domestico. Un tema centrale è la necessità di passare dall’emozione individuale (spesso vissuta in silenzio o percepita come debolezza) alla razionalizzazione e discussione comune. Invernizzi sostiene che il mondo moderno penalizza le emozioni e i bisogni primari delle persone: condivisione, amore e bisogno degli altri. Questi valori sono spesso declassati a “debolezze” da un potere che impone invece la prestazione, il cinismo e l’arroganza come uniche vie per il successo.

Citando Simone Weil, Invernizzi avverte che oggi il potere non vuole solo imporci i propri sogni, ma vuole che diventino i nostri. Frequentare il cinema e discutere d’arte diventa quindi un atto di resistenza umana. L’intervento si chiude con una nota sull’importanza dell’ascolto, definito come lo strumento che rende tollerabili i dolori e crea la felicità. Invernizzi ringrazia il pubblico per il “privilegio enorme” di essere stato ascoltato per 35 anni, un’esperienza che lo ha trasformato profondamente.

Come in ogni festa di compleanno che si rispetti, la serata si è conclusa in dolcezza. Dopo i ricordi e i ringraziamenti, una grande torta ha riunito tutti i partecipanti nel foyer, trasformando la celebrazione in un momento di convivialità pura. Trentacinque anni sono un traguardo importante, ma guardando l’energia sprigionata giovedì sera, sembra che il Cinemateatronuovo abbia appena finito il primo tempo di un film bellissimo che promette ancora molti colpi di scena.

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