Magenta, l’ex distributore Agip di via Milano torna a nuova vita: nascerà un bar esclusivo?

La stoccata di Del Gobbo: «Facciamo quello che i vostri compagni al governo cittadino non hanno fatto per 10 anni con 2 Sindaci… uno sognava… l’altra lasciava buchi ovunque»

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Un angolo di Magenta rimasto per anni inutilizzato si prepara a tornare a nuova vita. È quello dell’ex distributore Agip di via Milano, un’area ormai dismessa che, grazie all’iniziativa di un operatore privato, si appresta a essere recuperata e trasformata in una nuova attività. E, secondo le prime indiscrezioni, potrebbe nascere proprio qui un bar esclusivo, capace di dare una nuova funzione a uno spazio che rappresenta anche un pezzo della storia della città.

A rendere noto il progetto è l’assessore all’Urbanistica Simone Gelli, che ha inserito l’intervento nel più ampio percorso avviato dall’Amministrazione comunale per favorire la microrigenerazione degli edifici e delle aree abbandonate o inutilizzate.

«Gli interventi per restituire piccoli angoli di Magenta ormai in disuso da anni sono molti e diversi», sottolinea Gelli in un post sulla sua pagina Facebook, ricordando il lavoro portato avanti insieme agli uffici comunali. Una strategia che punta a recuperare aree che, pur non essendo grandi complessi urbani, possono contribuire concretamente a cambiare il volto della città.

Nel bilancio dell’attività vengono citati, tra gli altri, il recupero dell’area di via Villoresi, quello di via Novara, nei pressi della stazione dei Carabinieri, e l’area a fianco di Villa Naj Oleari. A questi interventi si aggiunge la possibilità concessa ai proprietari di cascine ormai in disuso di procedere al loro recupero.

Ora tocca dunque all’ex distributore di via Milano, una struttura che presenta anche un particolare interesse storico e architettonico. L’impianto, infatti, è stato sottoposto dalla Soprintendenza a vincolo di tutela diretta, dopo il riconoscimento del suo valore quale uno dei primi esempi di una specifica tipologia architettonica destinata alle stazioni di rifornimento carburanti del secondo dopoguerra.

Non si tratta, quindi, semplicemente di recuperare un’area degradata o inutilizzata. Il progetto dovrà necessariamente confrontarsi anche con la storia e con le caratteristiche architettoniche di una struttura che appartiene alla memoria urbana di Magenta.

Per l’Amministrazione, però, il significato dell’operazione va oltre il singolo intervento. «La Magenta che attrae è anche questo», evidenzia Gelli, sottolineando come sempre più imprenditori, piccoli e grandi, stiano guardando alla città come a un territorio sul quale investire.

E proprio il rapporto tra pubblico e privato diventa uno dei punti centrali della nuova operazione. «Essere vicini a chi vuole investire significa anche questo», ribadisce l’assessore, rivendicando una linea amministrativa che punta a creare le condizioni perché immobili e spazi inutilizzati possano tornare a produrre attività, servizi e vitalità.

Sul progetto arriva anche la sottolineatura, decisamente più politica, del sindaco Luca Del Gobbo, che non rinuncia a una stoccata nei confronti delle precedenti amministrazioni: «Facciamo quello che i vostri compagni al governo cittadino non hanno fatto per 10 anni con 2 Sindaci… uno sognava… l’altra lasciava buchi ovunque».

Intanto, per l’ex distributore Agip di via Milano, si apre una nuova fase. Se l’ipotesi del bar esclusivo dovesse concretizzarsi, quello che per anni è stato uno spazio inutilizzato potrebbe diventare un nuovo punto di riferimento della città, coniugando recupero architettonico, investimento privato e nuova attività commerciale.

Un altro piccolo tassello, nelle intenzioni dell’Amministrazione, di quella Magenta che prova a rigenerarsi partendo anche dai suoi angoli dimenticati.

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