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Dall'archivio:

L’intervista dalla cabina del Duca con Paola Palma

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Potrebbe contenere informazioni obsolete o visioni da contestualizzare rispetto alla data di pubblicazione.

Paola Palma P.R, discografica e consigliere nel CDA di AFI associazione Fonografici Italiani è la protagonista dell’intervista dalla cabina del Duca di Saronno, alias Massimo Moletti. Stavolta per i lettori di TN in forma sia scritta, sia scaricabile sotto forma di AUDIOINTERVISTA.

Buona lettura &…buon Ascolto!

Cara Paola vuoi parlarci del tuo bel risultato ?

Caro Max. Innanzitutto ti riporto i risultati di AFI. Così che tu possa prendere spunto per l’articolo. Il 16 marzo 2022 all’Hotel Ritz di Milano abbiamo avuto le elezioni per il rinnovo delle cariche associative e , in ordine di preferenze, ti riporto i risultati
Per il Consiglio Generale: Paola Palma (Top Records), Pasquale Mammaro (Starpoint Corporation), Giampaolo Rosselli (YPK Entertainment), Paolo Zunino (Odos Servizi), Danilo Mancuso (DME), Andrea Schembri (Blu Music Int.), Pasquale Laquaniti (Miseria & Nobilità)
>>Per il Collegio dei Probiviri: Luigi Barion (Centotre ed. mus. e disc.), Giuseppina Reitano (Fiumara), Ernesto Migliacci (Dueffel Music), Nazzareno Nazziconi (Anteros Produzioni), Alfred Tisocco (Cramps Music), Otis Paterlini (Gapp Music)
Per l’Organo di Sorveglianza: il dott. Giampiero De Paolis, il dott. Michele Ragni ed il dott. Umberto Cipollone.
INFO SU A.F.I www.afi.it,  chi siamo, quali sono i servizi e cosa facciamo.

Hai  appena ottenuto un altro grande successo di conferma … Vuoi raccontarci le tue sensazioni?

Caro Max è un bellissimo riconoscimento, non solo per me che ero candidata al terzo mandato, ma anche per Top Records (l’etichetta che rappresento presso l’associazione , ovvero la casa discografica di mio padre Guido Palma), che è associata all’Afi dal lontano 1981.
Quando ci si candida, lo si fa con l’intento di dare una mano, ognuno per le proprie competenze, alla musica italiana e a chi ancora fa questo mestiere, coraggiosamente e con passione.
Sapere che la base associativa mi abbia supportata, e rieletta con così tante preferenze è un sentimento di gratitudine, ma anche un impegno che voglio cercare di portare avanti nel miglior modo possibile. C’è tanto da fare e non solo in occasione del Festival di San Remo, ma  in ogni occasione.

Com’ è la situazione della discografia oggi ?

Difficile per la situazione di incertezza che ci circonda, arriviamo da due anni di COVID, con i concerti contingentati e gli spazi musicali sono sempre di meno. In Tv ricorderai che negli anni 70/80/90 c’erano programmi musicali, ospiti , festival estivi di ogni genere, c’era il tormentone estivo, si attendeva il Festival per cantare le canzoni e imparare a memoria i testi, alcuni dei quali hanno fatto la  storia della musica italiana. oggi, tutto questo è vissuto in modo diverso, con un’attenzione da parte del pubblico diversa, ma forse perché non c’è neppure lo stesso tipo di leggerezza.
Il digitale ha soppiantato il disco fisico e anche questo, se da una parte ha stravolto proprio il modo con cui si fanno i dischi ha cambiato la percezione delle cose.
La musica è qualcosa che si ascolta distrattamente, e possibilmente si elude dal pagare.

Come si svolge la tua attività ?

In AFI come associazione di categoria siamo presenti a tutti quei tavoli tecnici che contano per la difesa dei nostri spazi e dei nostri artisti, mi spiego meglio….per esempio prima del Festival di San Remo, c’è un incontro tra il direttore artistico del festival e le associazioni di categoria (AFI; FIMI; PMI per l’appunto) che tutelano gli interessi delle major e degli indipendenti. Questo è un tavolo tecnico. Si controlla che il regolamento dia spazi uguali a tutti e sia rispettoso del lavoro dei discografici e degli artisti che parteciperanno al Festival, mi riferisco anche alla solita questione per la quale  in qualche trascorsa edizione del festival, i giovani passavano a notte fonda perché in prima serata sul palco di San Remo si erano esibiti tutti quelli che facevano più audience, secondo mamma Rai….ecco questo è uno di quegli esempi in cui cerchiamo di far valere i nostri diritti- è un lavoro immane che richiede energie, determinazione, ma anche coraggio. Perché come nel settore dei benzinai, c’è sempre il furbo che approfitta di una tua protesta per venire meno alle regole comuni per infilarsi da furbo, cercando di fregare anche i colleghi J i tavoli sono diversi, al ministero, facciamo proposte di legge, le seguiamo, siamo anche un po’ gli spin doctor dei parlamentari su questo argomento MUSICA, che nessuno conosce.

Come vedi la situazione per il prossimo futuro ? Torneremo a ballare e cantare ?

In tutte le guerre si è trovato anche il tempo di ballare e cantare, fosse almeno per rincuorare coloro che erano in prima linea. Però la verità è che canti e balli se sei felice e se ti sento leggero, e non ho idea di come si evolveranno le cose. Sembra che un’idea chiara non ce l’abbia nessuno, neppure chi dovrebbe avercela. Abbiamo bisogno di PACE. La pace va costruita, esattamente come una canzone, va scritta e sembra che ci siamo dimenticati come si fa.
Solito discorso !!! Non andrebbe regolamentato maggiormente l utilizzo dei contenuti artistico da parte di piattaforme web assolutamente si ed è una delle nostre attività come AFI. Colloquiare con certi colossi non è facile, ma siamo tosti. Qualcosa è già migliorato, ma c’è molto da fare.

Come ti è sembrato l’ultimo San remo ? Troppo legato ai like social ??

Sono le nuove regole ma non sta a me contestarle. Sicuramente i social determinano ormai il consenso popolare, hai tanti like significa che qualcuno già ti segue. Certo bisognerebbe costruire una carriera artistica che non può basarsi solo sui like degli utenti, ma questo sta poi a come l’artista e il suo discografico sapranno gestirsi.

Domanda da paesanotto di Cerano ma come guadagnano oggi i cantanti ???

Non sono troppi …c’è tanta confusione, ma i cantanti sono pochi….il resto è noia diceva Califano. Guadagnano dai live e dalle visualizzazioni, dai download, tutti mezzi che hanno soppiantato il vecchio modo di guadagnare e hanno anche dimezzato i guadagni

Potranno togliere tutte le note e talenti ma la musica continuerà a suonare ….in questa frase c’è il bene e male della musica  di oggi e domani ?
Tranne qualche raro caso, è già così. Facci caso, la musica, quella che suona e magari suona nei posti più prestigiosi, non è certo quella attuale, ma appartiene ad un’altra epoca, i talenti quelli veri ci sono ancora ma si contano sulla prima mano, per non dire sulle prime dita……poi tanto rumore per nulla.

Non è solo la musica a vivere questa verità, ma tutte le arti sceniche, il cinema è messo peggio di noi, la moda anche, la fruizione è sempre più veloce e quello che diceva Andy Warhol  e che sembrava una follia si è rivelato essere una grande profezia: nel futuro ognuno sarà famoso per 15 minuti. Io aggiungo: forse anche meno….

ASCOLTA AL LINK QUI SOTTO L’AUDIOINTERVISTA: 

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A cura di Massimo Moletti 

Questo articolo fa parte dell'archivio di Ticino Notizie e potrebbe risultare obsoleto.

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