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Il Progetto Cifa presentato al Festival del Lavoro: “Migranti extra Ue formati nei paesi d’origine”

Parte un progetto della confederazione Cifa che insieme a Fonarcom punta a far arrivare in Italia gli stranieri già formati a seconda delle esigenze delle imprese

LAVORO – Favorire la manodopera qualificata dei lavoratori migranti nel loro paese d’origine per farli arrivare già formati in Italia e intervenire così sul pesante mismatch tra domanda e offerta del mondo del lavoro. È su queste basi che la confederazione Cifa, di concerto con il fondo interprofessionale per la formazione continua Fonarcom, lancia un progetto per creare una rete internazionale di servizi per il lavoro pubblico e privato. L’associazione datoriale sottolinea infatti come l’Italia, e più in generale gli Stati europei, abbiano la necessità di nuova forza lavoro, per mantenere gli stessi livelli di produttività, e che questa vada trovata nei paesi extra Ue, almeno per i prossimi anni.
Il concetto è di dar vita a una rete internazionale dei servizi per il lavoro pubblico-privato, con ministero del Lavoro, Anpal, Regioni, Apl, enti di formazione, enti bilaterali e professionisti, che garantisca, in tempi brevi, la formazione della manodopera necessaria. Tra gli operatori della rete risulta “indispensabile” la figura del consulente del lavoro, primo e ultimo anello della catena, con il compito di individuare prima il fabbisogno formativo e poi di accompagnare il lavoratore in azienda. In particolare, un fattore chiave è la sinergia tra gli operatori pubblici, quelli accreditati alle Regioni, i professionisti, le aziende e i fondi interprofessionali, con questi ultimi che “potrebbero essere capofila di un’azione pilota finalizzata a creare un modello strutturato”.

“UN MODELLO PER FORMARE LA MANODOPERA NECESSARIA ALLE IMPRESE”
Al Festival del lavoro tenutosi a Bologna, il presidente di Cifa e Fonarcom Andrea Cafà ha illustrato la proposta nel corso dell’incontro “Flussi migratori: fare rete tra i professionisti per garantire alle imprese competenze e professionalità”. L’obiettivo finale è creare un “modello per formare la manodopera necessaria alle imprese”, sottolinea Cafà, in un momento in cui “in Italia siamo ai massimi livelli storici di occupazione e non possiamo permetterci, in un momento brillante come questo per l’Italia, di non poter trovare manodopera”.

LA PRIMA SPERIMENTAZIONE SARÀ CON IL MAROCCO
Intanto, è ai nastri di partenza la prima collaborazione di questo progetto con il Marocco, come annunciato durante l’incontro. Da parte sua, con un videomessaggio l’ambasciatore del Marocco Youssef Balla ha “accolto con favore la proposta di Cifa che si candida a diventare l’associazione che intende avviare un percorso sperimentale con il Regno del Marocco in previsione della formazione nel Paese d’origine dei lavoratori che vengono a lavorare in Italia o a stabilirvisi”.
In dettaglio, “l’accordo di collaborazione è finalizzato a promuovere la cooperazione nel campo dell’occupazione e degli affari sociali, lo sviluppo delle competenze, il lavoro dignitoso e gli incontri tra operatori del mercato del lavoro italiano e marocchino, come, per esempio, agenzie per il lavoro, enti di formazione professionale, scuole, università”.

“UN AIUTO CONTRO L’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA”
Un sì pieno all’iniziativa giunge anche dai professionisti del lavoro. “Siamo fieri di far parte di questo progetto che accentua la portata etica e sociale del nostro operato. Con la nostra presenza sui territori non solo favoriremo un delicato percorso di inclusione ma ostacoleremo l’immigrazione clandestina. Si aprono così nuove frontiere per la professione”, sottolinea il vicepresidente della Fondazione Lavoro, Luca Paone. Un’urgenza, quella della manodopera qualificata, sostenuta anche da Walter Rizzetto, presidente della Commissione Lavoro della Camera dei deputati: “Sottoscrivo in pieno il progetto di Cifa e di Fonarcom e accolgo l’apertura ampia che è giunta dall’ambasciatore del Regno del Marocco. Se qualcuno mi presentasse un protocollo di sollecito su questa iniziativa lo accoglierei immediatamente. Abbiamo bisogno di un’immigrazione formata e qualificata che può costituire un asset molto importante per il nostro Paese per i prossimi 50 anni”.

“UN CONTRIBUTO PER IL BENESSERE DEL PAESE”
Per il vicesegretario generale del sindacato Confsal, Lucia Massa, “questo progetto sperimentale proprio perché fornirà personale specializzato alle imprese e, in particolare alle pmi, contribuirà al benessere economico del Paese. L’apprezzamento manifestato dal presidente Rizzetto ne conferma le potenzialità. L’auspicio di Confsal è che si possa quindi creare una rete italiana”. Infine, il presidente Cafà ha dichiarato che è intenzione di Cifa “presentare la proposta al Governo, in considerazione anche del fatto che la rete per la formazione continua nei paesi africani potrebbe arricchire gli asset strategici del Piano Mattei” del Governo e che sarà presentato in autunno, che appunto “prevede una cooperazione tra il continente europeo e il continente africano”.

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