HomeMeteoGennaio 2026, che tempo farà in Italia? Solo freddo e maltempo?

Gennaio 2026, che tempo farà in Italia? Solo freddo e maltempo?

L’inizio di gennaio ha mostrato un volto pienamente invernale, con una circolazione atmosferica dinamica che ha favorito ripetuti afflussi di aria fredda di origine polare. Queste masse d’aria hanno dunque riportato freddo e nevicate diffuse su ampie zone d’Europa: coinvolgimento della Scandinavia, della Penisola Iberica, dell’Italia centro-settentrionale e dei Balcani.

Una fase fredda che potrebbe presto attenuarsi. Le simulazioni dei modelli previsionali indicano un prossimo cambio di circolazione, con un’evoluzione atmosferica destinata a modificare l’assetto osservato finora.

Previsioni di Daniele Ingemi, meteorologo di Meteored Italia
Verso una nuova fase atmosferica

Daniele Ingemi – Modelli matematici quali ECMWF e GFS segnalano un rafforzamento dei venti occidentali che spingeranno aria mite e umida dall’Atlantico verso l’Europa. Nel contempo, l’aria fredda sulle pianure centro-orientali potrebbe in parte ritirarsi verso est, aprendo potenziali varchi per spingersi verso il bacino del Mediterraneo. Le previsioni confermano uno scenario meteorologico dinamico: il freddo polare potrebbe ancora manifestarsi, seppur sporadicamente, portando pioggia, neve a bassa quota e temperature generalmente inferiori alla media stagionale.

Prospettive per i prossimi giorni
Con l’aumento dei flussi atlantici, l’Europa diventerà un vero terreno di scontro tra l’aria mite oceanica e le masse fredde polari. Lungo questa “linea di confine” si formeranno sistemi frontali e depressioni extratropicali, con conseguenti ondate di maltempo anche sull’Italia.

“Ciò si tradurrà in nuove fasi di maltempo, con piogge sulle regioni del Nord e del Centro, e nevicate fino a bassa quota sulle Alpi, e in Appennino. Spesso queste fasi di maltempo saranno accompagnate da venti forti e mareggiate, soprattutto sui settori tirrenici.”

Questo “reset” della circolazione atmosferica rafforza il getto polare, che trasporta aria umida dall’oceano verso l’Europa.

Cambiamenti in vista dopo metà gennaio
Verso metà gennaio i modelli indicano un rafforzamento dei venti zonali, sostenuto dalla fase 5 della Madden-Julian Oscillation, che spinge correnti oceaniche più miti sull’Europa.

Al Nord Italia le temperature potrebbero salire leggermente, con precipitazioni sotto forma di pioggia e neve limitata in quota sulle Alpi. Al Centro-Sud potrebbero alternarsi fasi di tempo più stabile e mite, grazie all’espansione verso sud del cuneo dell’anticiclone delle Azzorre.

Attesa fase instabile: cosa potrebbe cambiare
Nonostante l’espansione dei venti atlantici, resta il rischio di brevi ritorni di aria fredda dal Nord-Est Europa.

Queste correnti retrograde potrebbero raggiungere il Mediterraneo, portando ondate di freddo localizzate e nevicate fino a bassa quota, soprattutto lungo le coste adriatiche e nelle regioni meridionali, più esposte a questi episodi.

Cosa riserva il tempo dal 21 al 31 gennaio
Nell’ultima decade di gennaio le previsioni restano più incerte. I venti zonali potrebbero continuare a dominare, garantendo tempo dinamico con piogge intermittenti e temperature vicine alla media stagionale.

Tuttavia, alcuni modelli, tra cui l’ECMWF, indicano possibili aperture di corridoi freddi dal Nord-Est Europa, con saccature artiche che potrebbero scendere verso il Mediterraneo.

“Questo scenario, noto come retrogressione fredda, potrebbe aprire canali diretti verso l’Italia, con rischi di nevicate abbondanti sulle regioni adriatiche e appenniniche, piogge e temporali al Sud e un calo termico marcato.”

Brevi ondate di freddo potrebbero interessare l’Europa meridionale, guidate dal vortice polare e dall’anticiclone delle Azzorre, con traiettorie legate alla posizione dei promontori anticiclonici. Più probabile, però, rimane uno scenario dominato dai venti occidentali, con piogge diffuse e temperature miti, che conferma il Sud come zona di confine tra aria atlantica temperata e masse fredde continentali.

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