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Endorfine Lugano Festival, secondo atto: il premio Nobel per la Pace Iran 2003 Shirin Ebadi

Ospite d’eccezione ad Endorfine Festival 2003, è’ stata la Premio Nobel iraniana 2003 Shirin Ebadi.
Si è trattata di una conferenza schietta, onestissima e anche dura: l’ex Premio Nobel vuole aprire gli occhi agli occidentali.

A lei è stato consegnato il premio in memoria del politico Borradori “Tutto ciò che genera bellezza”, che è stato così introdotto da Andrea Leoni:

“Consegniamo a Shirin Ebadi questo premio, che celebra il rapporto antico tra l’uomo e il cielo. Bellezza non è solo poesia, ma anche la dignità con la quale una persona esercita il proprio diritto alla libertà, con il dialogo e la non violenza, ed il coraggio con il quale ha dato forza alla testimonianza di pace per costruire una società migliore”.

Alla mia domanda se a suo avviso Israele faccia bene ad aver assunto una linea dura, ha così risposto e quale dovrebbe essere secondo lei la soluzione per gli attuali conflitti e sentimenti di odio:

“Io sono sicuramente del parere che la Palestina debba avere un proprio governo e la mia soluzione è due Paesi distinti e due Stati. Non accetto che la Palestina possa essere cancellata, e quello che è successo a Gaza è una tragedia e il popolo palestinese ha sofferto troppo a causa della violenza di Hamas. Da noi vi è un antico proverbio persiano: ‘Chi semina vento, raccoglie tempesta’. Il proverbio ci dice che i fatti del 7 ottobre hanno seminato tempesta!”.

La Ebadi ha esordito in conferenza, partendo da una considerazione importante:

“Nel momento in cui ho sentito la notizia dell’uccisione della Guida Suprema dell’Iran, mi trovavo a Nairobi per una iniziativa, e mi è dispiaciuto perché lui in un modo facile ha perso la vita, mentre io speravo fosse processato dai cittadini che hanno subito tanta violenza e repressione e potesse vergognarsi di sé stesso.

Ucciderlo lo ha aiutato a scappare da un processo.

Quando l’Iran è stato bombardato e lui è stato ucciso, pensavano tutti che con la sua morte avremmo avuto una ribellione contro il regime, invece questa era una previsione sbagliata, perché i suoi seguaci hanno un potere enorme, e sono riusciti a riprendere in mano il Paese, e intendo che hanno potuto portare avanti un conflitto con gli USA e lo Stretto è stato chiuso.

A prezzo della distruzione dell’Iran, il popolo è affamato, sarebbe sufficiente che l’Iran la smettesse con l’arricchimento dell’Uranio, che deve finire ma il regime insiste mentre il popolo vorrebbe finisse tutto questo.

L’arricchimento serve solo ad arrivare ad una bomba atomica e sta costando la fame al popolo.

Il popolo ha molti dubbi sul fatto che questa nuova guida sia viva, anche perché lui non ha mai inviato nessun messaggio al popolo, e alcuni messaggi gli vengono attribuiti. Queste non sono guide che tengono in considerazione i cittadini.
A mio avviso in questo momento hanno preso il potere come una specie di mafia.
Nemmeno il presidente della Repubblica sa nulla.
Il prezzo del petrolio sta aumentando e voi ne vedete nelle vostre vite l’effetto.
Proprio da ieri, un gruppo terroristico ha chiuso un altro loro stretto e la situazione potrà peggiorare nei prossimi giorni.

L’origine del conflitto risale al 1979, e ha basato la sua politica sul progetto della distruzione ebraica e forse degli USA.
Vengono spesi miliardi per arrivare alla bomba atomica…
Per questo bisogna arrivare a dare il potere al popolo che non vuole la bomba e non vuole stare in conflitto con gli USA, l’Iran è il 7. Paese più ricco al mondo, ma l’80% degli iraniani vive sotto soglia della povertà a causa del conflitto.

L’islam politico ha causato tutto questo.

Per fortuna il popolo iraniano porta avanti una lotta non violenta ma con il pugno alzato, ed è per questo che fino ad oggi hanno perso ma prima o poi però vinceranno, se altri Paesi non aiuteranno il regime.

Russia, Italia, Cina e Svizzera hanno sostenuto il regime, che vende ancora un po’ via terra e con questi soldi comprano armi per uccidere il popolo.

Ogni città ne ha una sotterranea, costruita con i soldi degli iraniani, che sarebbero serviti per costruire infrastrutture, ospedali e scuole, invece 4 milioni di bambini non possono studiare.

E colpa anche vostra in Svizzera!

Vi chiedo quindi per favore di smettere di sostenere il regime, e di diffondere la voce per il nostro popolo, che vuole una vita normale.
Voi europei avete problemi con l’aumento perché l’Iran dovrebbe diventare un Paese democratico.

Se il mondo smettesse di sostenerlo il regime sarebbe sempre più debole a quel punto il popolo senza armi può arrivare alla vittoria.

Prendiamo in considerazione i talebani che hanno impedito l’istruzione alle donne.

Domani potreste trovarvi un missile che viaggia molto lontano, noi abbiamo città missilistiche che possono puntare sull’Italia e la Svizzera, non ha senso chiedere a cosa servono questi missili.

Il Libano è distrutto ed entro dieci anni questo conflitto arriverà in Europa.

Ricordate queste parole: per il regime non conta nulla la vita, l’Islam politico è sempre più nel mondo e sempre di più vogliono instaurarlo ovunque.

In questo momento, migliaia di militari iraniani affiancano i russi nello Yemen e tutti i missili russi di fatto sono iraniani…

Ma non pensate che solo che i prossimi sono islamici, molti Paesi sudamericani e africani stanno subendo le metastasi islamiche, potevate mai pensare che a New York dove 25 anni fa islamici hanno distrutto le Torri, che un sindaco islamico che si vanta di applicare la Sharia, avrebbe preso il comando?
Io sono una credente musulmana ma l’Islam politico è un pericolo e ve lo dico da islamica!

Eppure questo sindaco lo hanno voluto gli americani e ad eleggerlo è lo stesso Islam che li ha uccisi l’11 settembre.

Anche in Italia non vanno meglio le cose, visto che gli italiani hanno coperto le statue di Michelangelo: vi rendete conto quanto sia umiliante un atteggiamento di sottomissione come quello italiano, abbassarsi a coprire i corpi di statue importanti per l’arte?

Potrei fare centinaia di esempi. Un diplomatico iraniano, più terrorista che diplomatico, era stato arrestato a Bruxelles perché aveva con sé degli esplosivi ed era chiaro il suo obiettivo. Era stato condannato a vent’anni, ma poco tempo dopo è stato restituito all’Iran, per effettuare uno scambio di prigionieri di Bruxelles. Al suo rientro è stato accolto con fiori ed onori, grazie ad un Occidente accondiscendente!

Vi chiedo di smettere di avere questo atteggiamento! O entro dieci anni vi ritroverete la bomba in Europa.

Io sono nata in una famiglia musulmana e moderna, mio padre era un professore di Diritto ed era molto moderno, anche se molto credente. Io e mia sorella abbiamo studiato in una scuola di minoranza religiosa, ma adatta ai nostri obiettivi, mio padre disse che la scuola era ottima e diceva che potevamo studiare la, che non cambiava niente.

I Bahai sono attualmente la minoranza più discriminata, al punto che persino al momento della sepoltura, si fanno differenze e vengono seppelliti in cimiteri lontanissimi.

Prima dell’avvento dei talebani, noi donne eravamo come voi anche nel vestire.

Dopo la Rivoluzione islamica, venni deposta dai miei ruoli di Presidente e giudice nel Tribunale di Teheran, e siccome sono donna, mi venne imposto di diventare una segretaria del tribunale. Ho dato le dimissioni e ho aperto mio studio e sono stata arrestata, per via dei miei articoli e ho vissuto in prigione. Ho provato sulla mia pelle le conseguenze del ’79.

Vi chiedo di aiutare i nostri giovani!

In primo luogo la religione è una questione personale, ognuno di noi è libero di avere la propria fede ma all’interno della sfera privata, e non si può in nome di Dio opprimere un popolo. Il secolarismo ha questo scopo, io sono musulmana e ne sono onorata, ma a casa mia e l’Islam politico invece, vuole trasformare tutti in islamici.
In Norvegia alcune chiese accettano matrimoni omosessuali, ma non tutte le chiese lo fanno, ma tutte e due le correnti hanno la stessa religione, come vedete l’interpretazione dei testi può essere molto diversa. Ma quando una religione arriva al potere, mette in atto l’interpretazione finalizzata a giustificare il controllo sul popolo, e la guida politica non può essere criticata, perché diventa guida divina e questa persona ha tutti i diritti sui soldi, e sui rapporti con l’estero, ma l’avere un capo del genere non impone di chiudere gli occhi!

Voi conoscete un esempio italiano storico: Galileo prima del Rinascimento ha pagato con la tortura e la vita il progresso che voleva portare, quindi oggi sappiamo che la religione deve essere un fatto privato, o diventa prevaricazione.

Le fedi possono convivere, le correnti religiose possono coesistere, ce lo insegnano la Norvegia e il Rinascimento, che in Paesi islamici non hanno avuto!

Vincere il premio Nobel mi ha dato più tribune per far sentire la mia voce al mondo e sono grata per questo, ovviamente questo premio non ha potuto proteggermi, perché nel 2009 gli agenti hanno fatto irruzione a casa mia sequestrato tutto, e hanno venduto tutto ciò che mi apparteneva. In quel momento ero in Spagna, e mi hanno mandato invio di arresto e io rimasta all’estero. Allora hanno arrestato mio marito e mia sorella, e mi hanno scritto che dovevo restare in silenzio, se volevo riavere i miei beni, ma non starò in silenzi, io ero già stata in carcere! Far sentire la mia voce nel mondo è’ troppo importante! Non sarebbe stata sentita più se rientravo, ho detto che loro sarebbero stati liberati e che ai miei beni rinunciavo.

Viaggio moltissimo, vivo a casa solo tre mesi all’anno, vado in università e città dove vengo invitata, cerco di essere un megafono per il mio popolo.

Finché sono viva sarà la mia missione!

Andrò in pensione se ci sarà la democrazia e allora andrò al bar a bere un caffè!

Io non mi sento sola, ho molti colleghi in Iran che sono sempre in contatto con me, sono uscita dall’Iran ma l’Iran e con me nel mio cuore, sono via da anni ma parlo solo persiano, perché voglio dimostrare che io sono iraniana e la mia uscita è causata dalla censura, e qualcuno deve parlare per loro, e non ho dimenticato la mia gente.

Si e’ prezzo altissimo, ma non dimentichiamo che qualunque decisione ha un prezzo, anche la democrazia e un popolo che non lo paga, finirà in dittatura: pensate a come l’Italia e la Svizzera hanno pagato dei prezzi per la democrazia!

Vorrei dire che il conflitto tra le donne e il regime è iniziato molti anni prima del 2022: la guida che prese il potere con la rivoluzione islamica, Khomeyni,
prima di essere eletto, faceva dichiarazioni accettabili e ci ha aggirate e molte gli hanno creduto. Anche io gli credevo.

Io ho sostenuto quella rivoluzione!

La repressione ha vinto nel 79.

Poco tempo dopo nell’otto marzo del 79, quella persona che aveva dichiarato che le donne sarebbero state libere, aveva detto che chi lavorava agli uffici postali doveva farlo con il velo.

Lottiamo da allora, e “Donna, Vita e Libertà è nato come movimento iraniano femminista nel settembre 2022, ma anche molti uomini ne fanno parte, più volte anche loro hanno subito repressione per questo.
Il regime adesso ha fatto un passo indietro, perché le donne iraniane hanno agito in modo potente.
Con la lotta non violenta si può vincere.

In Iran ci sono alcune persone che sostengono l’idea di repubblica, altre la monarchia, ma tutti democratici ed in modo secolare.
I monarchici hanno un rappresentante che è l’ex principe ereditario.
I repubblicani non hanno ancora un gruppo di rappresentanza come alternativa.
Molto hanno richiesto il ritorno del principe.

Nel momento in cui un regime cade, una delle questioni più importanti è che i criminali del regime precedente andrebbero processati, ci deve essere una forma di giustizia su come dobbiamo comportarci con chi ha applicato violenza, ci vogliono regole stabilite prima, di solito si applica un circolo vizioso, ma secondo me bisogna stabilire delle regole per sapere come trattare i criminali del regime.

Bisogna scrivere delle leggi per evitare un caos dopo.
Chiunque prenda il potere in Iran si deve sapere se ha preso parte alle violenze, io sono presidente di una squadra di giuristi che sta scrivendo la giustizia di transizione, non posso ancora parlare dei dettagli, non ci sarà pena di morte o tortura per chi sarà arrestato, ma ci saranno processi e per esempio, confische ricchezze da dare in risarcimento alle famiglie delle vittime del Potere.
Lo Stato dovrebbe intitolare piazze a nome delle vittime.

Ho molto rispetto per Mossad, ma non penso dobbiamo più pensare al Colpo di Stato del ’53: io non parlo del passato perché questo ci porterà a non concentrarci nel nostro obiettivo, nessuna società potrà arrivare al proprio obiettivo se ci sono discordanze nel popolo, nel nostro popolo tutti vogliono gli stessi diritti: se io non ho problemi e non ho fame, e persone vicine a me non hanno cibo, come posso io essere felice?

Saremo felici solo se ci teniamo per mano!

A cura di Monica Mazzei
Redattrice culturale per
TicinoNotizie.it

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