E’ stato nuovamente sequestrato dalla Polizia, e questa volta nell’ambito di un’inchiesta che ipotizza il furto, l’appartamento in via Iglesias a MILANO in
cui, il 14 ottobre del 2025, Pamela Genini, modella di 29 anni,
fu uccisa con 76 coltellate dal suo ex Gianluca Soncin.
Il nuovo sequestro ha comportato che gli agenti riportassero
alla situazione precedente al delitto la zona giorno in cui è
accaduto il femminicidio e la zona notte sovrastante. I
poliziotti hanno riposto tutti gli oggetti personali di Pamela
al loro posto. L’iniziativa segue le denuncia del proprietario
dell’appartamento, parente di Pamela, che la settimana scorsa,
quando era stato dissequestrata l’abitazione dopo la chiusura
delle indagini sul femminicidio, aveva lamentato la sparizione
di alcuni oggetti personali, sembra anche gioielli, appartenuti
alla vittima. Non sarebbero stati violati i sigilli posti a suo
tempo.
Da qui il nuovo sequestro finalizzato a chiarire la vicenda
del presunto furto mentre il precedente, disposto il giorno
della tragedia e durato fino ad alcuni giorni fa, era servito a
‘cristallizzare’ i luoghi e a ricostruire la dinamica del
femminicidio. Nel novembre del 2025 ci fu anche un sopralluogo
del pm.
Il presunto furto rappresenta solo l’ultimo ‘giallo’ nella
tormentata vicenda di Pamela Genini il cui corpo, nel marzo
scorso, subì l’asportazione della testa, ancora non ritrovata.
Per quella profanazione è indagato un altro ex della modella,
Francesco Dolci, accusato di vilipendio di cadavere e furto.
L’uomo nega di aver avuto un ruolo nello scempio.













