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Danieli “La filantropia è più efficace quando dialoga con le istituzioni”

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MILANO (ITALPRESS) – Capitali privati al servizio di un’azione collettiva. E’ la sintesi che Antonio Danieli, presidente di Assifero (Associazione Italiana Fondazioni ed enti filantropici), dà del ruolo della filantropia istituzionale in Italia. Intervistato da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy, Danieli traccia il profilo di un settore in crescita, chiamato a dialogare sempre più con imprese e pubblica amministrazione.
L’associazione riunisce oggi circa 210 organizzazioni, in larga parte fondazioni italiane. “Sono destinate a uno scopo”, spiega Danieli: ad alimentarle sono cittadini, famiglie imprenditoriali, imprese o gruppi di persone che mettono risorse finanziarie e un’organizzazione al servizio di bisogni sociali specifici. Operano in educazione, formazione, cultura, salute, benessere e assistenza sociale. Rispetto agli altri enti del terzo settore, di cui fanno parte, si distinguono per la dimensione patrimoniale. Se in passato erogavano soprattutto risorse ad altri soggetti, come cooperative sociali, associazioni e comitati, sempre più spesso le fondazioni realizzano direttamente le attività, con strutture proprie.
Il peso economico è rilevante. Considerando anche le fondazioni di origine bancaria, nate con legge speciale e non strettamente parte del terzo settore ma di fatto filantropiche, la stima più recente indica circa 2 miliardi di euro erogati ogni anno: 1,4 miliardi dalle fondazioni di origine bancaria e 600 milioni da quelle private. In Italia gli enti filantropici sono nell’ordine del migliaio.
“Le fondazioni sono molto efficaci ed efficienti e possono sperimentare soluzioni innovative dialogando con la pubblica amministrazione”, osserva Danieli, auspicando che vengano percepite “non solo per quello che fanno, ma per come lo fanno”.
Per il presidente di Assifero la parola chiave è “dialogo”, insieme a fiducia e reciprocità. Un confronto che coinvolge le imprese – sempre più impegnate con fondazioni d’impresa e responsabilità sociale, anche sulla spinta dei criteri ESG (Environmental, Social and Governance) – e le amministrazioni. La filantropia, chiarisce Danieli, che è anche vicepresidente e direttore generale di Fondazione Golinelli, non deve essere “una toppa” per un bisogno non coperto: esistono spazi di co-programmazione, co-progettazione e coesecuzione degli interventi, nel pieno rispetto delle prerogative pubbliche, capaci di “cambiare in maniera radicale interi comparti del welfare”.
Come in ogni accordo, ha aggiunto, “tutti devono lasciare qualcosa” delle proprie idee per ottenere il massimo impatto per il sistema Paese.
Sul fronte della Fondazione Golinelli, Danieli richiama l’impegno verso le giovani generazioni: percorsi formativi con scuole e università, l’idea di “sapere e saper fare”, il passaggio dalla scuola al lavoro e la possibilità di cimentarsi in iniziative imprenditoriali, a partire dalla ricerca prodotta negli atenei. Il talento, precisa, non va inteso solo come eccellenza: l’obiettivo è offrire a tutti stimoli di creatività, passione e “imprenditività”, per creare nuovi mestieri, professioni e imprese.
Alle fondazioni Danieli attribuisce anche una funzione di “collante” e di previsione di fronte alle transizioni in corso: immaginare e costruire nuovi modelli, non solo subirli. La filantropia, ha spiegato, è “come il lievito per la pizza”: bastano pochi grammi, e quando una sperimentazione funziona può essere diffusa a tutti.
Tra gli obiettivi prioritari figura la coesione nazionale, non solo nel rapporto Nord-Centro-Sud ma anche tra centro e periferia, aree interne e zone costiere. In questo percorso Assifero, ricorda il presidente, è stata fondamentale per connettere realtà che fanno “cose straordinarie”. Ora, l’auspicio è che ogni componente prenda maggiore consapevolezza del proprio ruolo e che si rafforzi il confronto tra istituzioni, terzo settore e imprese, “anche in una dimensione europea”.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

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