Non c’è limite al peggio e, purtroppo, neppure al cinismo dei malviventi. Nemmeno i luoghi del riposo eterno e la memoria di bambini strappati troppo presto alla vita vengono risparmiati. È quanto accaduto l’altra notte nel cimitero di Casate, frazione di Bernate Ticino, dove una banda di ladri si è resa protagonista di un gesto vile e profondamente sacrilego.
Nel mirino dei ladri è finita la statua che raffigura Monica, una bambina scomparsa prematuramente nel 1973, all’età di soli nove anni. Un’immagine simbolo di un dolore mai sopito, che vegliava sulla sua tomba da decenni e che rappresentava un punto di riferimento per i familiari e per chiunque volesse stringersi nel ricordo della piccola.
Ma la furia dei malviventi non si è fermata qui. Accanto alla tomba di Monica si trovavano anche le statuine di due piccoli angioletti, posizionate in memoria di altri due bambini tragicamente venuti a mancare nello stesso periodo. Anche quelle sono state trafugate senza alcuna pietà, lasciando le tombe spoglie e violate.
Un colpo che va ben oltre il valore materiale degli oggetti, colpendo dritto al cuore gli affetti più cari. A farsi portavoce dello strazio e dell’incredulità dei parenti è la cugina, Roberta: “Non pensavamo potessero arrivare a tanto – commenta con la voce rotta dal dolore e dall’amarezza – eppure non hanno avuto scrupoli. Se hanno una coscienza, che riportino subito quello che hanno rubato e lo rimettano al suo posto”.
Un appello disperato, un invito a restituire ciò che non ha valore di mercato, ma che per una famiglia custodisce cinquant’anni di ricordi e di lacrime. Sull’accaduto serpeggiano lo sdegno e la rabbia di tutta la comunità locale, scossa da un furto che calpesta la sensibilità e il rispetto per i defunti.













