«Con un nostro emendamento alla nuova legge regionale sulla cucina tipica lombarda, approvato dal Consiglio regionale, abbiamo introdotto un principio importante: favorire la presenza dei piatti della tradizione lombarda anche nei menù delle mense scolastiche. La scuola deve essere il luogo in cui i ragazzi imparano a conoscere la storia, la cultura e l’identità del territorio in cui vivono. E anche la cucina è parte fondamentale di questo patrimonio».
Lo dichiara Alessandro Corbetta, capogruppo della Lega in Consiglio regionale della Lombardia e primo firmatario della legge, illustrando l’emendamento approvato dall’Aula.
«Nelle scorse settimane abbiamo assistito alle polemiche sulle mense scolastiche di Piacenza e del Pordenonese, dove la riduzione o la scomparsa di alcuni piatti a base di carne suina dai menù ha acceso un forte dibattito. In Lombardia vogliamo andare nella direzione opposta: non cancellare le nostre tradizioni, ma farle conoscere e tramandarle alle nuove generazioni. Perché è proprio nelle scuole che dobbiamo rafforzare la conoscenza delle nostre radici e sviluppare il senso di appartenenza alle comunità locali».
«Naturalmente – prosegue Corbetta – tutto questo deve avvenire nel pieno rispetto delle esigenze nutrizionali, sanitarie e alimentari degli studenti. Ma una cosa deve essere chiara: rispettare le abitudini alimentari e religiose di tutti non può significare rinunciare alle nostre. La carne suina, i salumi e gli insaccati fanno parte da secoli della cucina lombarda e italiana, delle nostre ricette e delle nostre produzioni tipiche. Non accetteremo mai che piatti e prodotti della nostra tradizione vengano eliminati dalle mense scolastiche per il timore di “offendere qualcuno”. Chi per motivi religiosi o personali non consuma determinati alimenti deve poter scegliere un’alternativa, senza che questo comporti la loro cancellazione dai menù di tutti».
«Con questa nuova disposizione vogliamo favorire la presenza periodica nelle mense di piatti tipici lombardi, compatibilmente con le esigenze nutrizionali dei bambini e nel rispetto delle competenze dei Comuni. Conoscere la propria terra significa anche conoscerne i sapori, le ricette e le tradizioni. La nostra identità non si difende soltanto a parole: si tramanda, a partire dai più giovani, anche a tavola. E la scuola deve avere un ruolo fondamentale in questo percorso», conclude Corbetta.













