“C’è sempre per tutti possibilità di cambiare”: lo ha sottolineato l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, nel corso dell’incontro tra Salvatore Insenga, cugino del giudice Rosario Livatino, e Salvatore Calafato e Paolo Amico, detenuti da 36 anni per l’omicidio del magistrato agrigentino, avvenuto ieri mattina nell’aula Falcone-Borsellino del Tribunale di Busto Arsizio.
Monsignor Delpini ha definito la giustizia riparativa un
approccio “originale e promettente”, capace di interrogarsi su
come riparare il male commesso, evidenziando come il sistema
giudiziario e carcerario dia ancora poco rilievo alle
opportunità di trasformazione personale e reinserimento sociale.
Delpini ha ricordato Livatino come modello per la magistratura,
sottolineando il valore di una professione vissuta alla luce
della fede cristiana. Ad aprire la giornata era stato don David
Maria Riboldi, cappellano del carcere di Busto Arsizio e
fondatore della Cooperativa La Valle di Ezechiele.













