Nei primi sei mesi del 2026, nei territori delle province di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia, l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (Acn) ha censito 612 eventi cyber, corrispondenti a 703 vittime. Tra questi, 300 sono stati classificati come incidenti con impatto confermato. Rispetto ai primi sei mesi del 2025, quando erano stati censiti 282 eventi, corrispondenti a 432 vittime, gli eventi aumentano del 117,0% e le vittime del 62,7%.
E’ quanto è emerso a “L’Architettura della Resilienza – Governance e prodotto: interdipendenze tra Nis 2 e Cra”, la dodicesima edizione degli stati generali sulla cybersecurity. L’incremento più marcato riguarda gli incidenti con impatto confermato, passati da 55 a 300, con una crescita del 445,5%. Tale aumento degli incidenti rilevati è dovuto all’incrementata visibilità di Acn sui fenomeni derivante dal recepimento della direttiva Nis2, che ha ampliato la platea dei soggetti regolamentati e rafforzato gli obblighi di notifica degli incidenti. E infatti, rendere le imprese più sicure lungo tutta la filiera, dal prodotto all’organizzazione che lo usa è l’obiettivo del lavoro che Assolombarda e Acn portano avanti insieme.
L’obiettivo comune è accompagnare le imprese nell’applicazione di due norme europee che stanno ridisegnando l’industria: la direttiva Nis 2, che rafforza gli obblighi di sicurezza delle organizzazioni, e il Cyber Resilience Act (Cra), che fissa i requisiti di sicurezza dei prodotti con elementi digitali. “I numeri dei nostri territori ci confermano che la sicurezza informatica non è un tema tecnico, ma una condizione essenziale per fare impresa e tutelare l’asset più prezioso nell’era della rivoluzione AI: i dati”, ha dichiarato il presidente di Assolombarda, Alvise Biffi.“Il rischio cyber è un rischio d’impresa e la responsabilità della sua gestione non può essere delegata”, ha aggiunto Andrea Quacivi, Direttore Generale di Acn.













