A circa sei mesi dalla loro inaugurazione ufficiale, le vasche di laminazione del torrente Bozzente a Villanova rappresentano senza dubbio un’opera di ingegneria idraulica di straordinaria importanza strategica. Progettate per mettere in sicurezza il territorio e scongiurare il rischio di esondazioni e alluvioni, queste aree svolgono una funzione imprescindibile a tutela dei nostri centri abitati e dei cittadini. Tuttavia, a distanza di mesi dal taglio del nastro, l’area resta attualmente chiusa e non accessibile al pubblico nella sua quotidianità.
Il valore della sicurezza e l’opportunità mancata del “polmone verde”.
Nelle intenzioni iniziali e nelle dichiarazioni istituzionali diffuse durante l’inaugurazione, l’area non doveva limitarsi a essere un presidio di difesa idraulica – un bacino da 27 ettari capace di contenere fino a 957.000 metri cubi d’acqua – ma anche un nuovo spazio pubblico multifunzionale, arricchito da zone didattiche, percorsi e aree verdi a disposizione della collettività. Oggi ci troviamo di fronte a una situazione di stallo: la funzione di sicurezza è attiva e fondamentale, ma il potenziale naturalistico e ricreativo dell’area resta di fatto precluso ai cittadini.
Le domande e la proposta della Lega Nerviano.
Riconoscendo la complessità e la delicatezza della gestione di un’opera idraulica di questa portata — dove la sicurezza pubblica e la prevenzione del rischio restano giustamente la priorità assoluta — la sezione della Lega di Nerviano ritiene fondamentale guardare al futuro con una visione di apertura e concretezza. Per questo motivo, poniamo pubblicamente alle istituzioni competenti alcune domande cruciali:
1. Quali sono le tempistiche e le modalità previste per consentire una fruizione controllata e in totale sicurezza dell’area da parte dei cittadini?
2. È possibile valutare l’apertura programmata del sito (come già ipotizzato in alcune note informative) o l’istituzione di convenzioni con enti e associazioni locali per visite guidate e attività didattiche?
Un’opera pubblica così importante non deve essere solo uno “scudo verde” invisibile o inaccessibile, ma può e deve diventare un vero e proprio parco a disposizione della cittadinanza, coniugando la massima tutela del territorio con la vivibilità urbana e la valorizzazione ambientale.
Come Lega Nerviano continueremo a monitorare la situazione da vicino e a sollecitare gli enti preposti affinché questo prezioso spazio possa essere pienamente e responsabilmente restituito alla comunità.













