Magenta ha vissuto ore di grande tensione a causa dell’allarme scattato nei giorni scorsi per una possibile manifestazione studentesca. Una mobilitazione temuta fortemente in città, soprattutto alla luce delle recenti e pesanti devastazioni registrate a Milano, con negozi saccheggiati e vetrine infrante che avevano lasciato il segno anche a livello psicologico tra i commercianti e i residenti del territorio.
Alla fine, fortunatamente, a Magenta non si è verificato alcuno scontro né disordine. Ma il “conto” di questa mattinata di allerta c’è stato eccome, tra misure di sicurezza imponenti, disagi e ripercussioni sulla vita cittadina.
La città si è presentata blindata sin dalle prime ore del mattino. Alcuni negozianti, temendo il peggio e memori di quanto accaduto nel capoluogo lombardo, hanno preferito tenere le serrande abbassate in via precauzionale, per poi riaprire gradualmente nel corso della giornata una volta scongiurato il pericolo. Clima surreale anche nelle scuole, dove le classi sono risultate quasi deserte a causa dell’assenza preventiva di molti studenti. Blindato persino il centro commerciale di via Espinasse, dove sono stati disposti la chiusura degli ingressi principali e un presidio di sicurezza per evitare qualsiasi criticità.
A tracciare un bilancio della giornata e a commentare la situazione è il sindaco di Magenta, Luca Del Gobbo, intervenuto direttamente sul campo: “Noi ci siamo preparati al peggio — ha spiegato il primo cittadino —. Devo ringraziare i Carabinieri, il comandante della stazione e tutto lo staff dei dirigenti comunali. Abbiamo avuto varie riunioni perché serpeggiava una voce poco rassicurante. Per il momento non è successo niente e ci auguriamo che vada così tutta la giornata. Tuttavia, qualche considerazione va fatta: questi ingenti spiegamenti di forze dell’ordine hanno un costo, e abbiamo dovuto persino fermare i cantieri in piazza, mentre stiamo lavorando per riqualificare Magenta. La domanda che mi pongo, e che mi hanno posto anche altri colleghi sindaci della zona, è: possiamo continuare a vivere in un mondo così? C’è chi giustifica queste azioni violente, che io non giustifico in alcun modo. Una cosa è manifestare per le proprie idee in modo corretto e pacifico; quando subentra questa violenza inaudita, non è giustificabile. Solidarietà sempre alle forze dell’ordine. Dobbiamo chiederci dove stiamo portando questo paese”.
Il sindaco Del Gobbo ha poi allargato la riflessione a un piano più ampio e generazionale, richiamando il valore della memoria e dell’impegno civile: “Nel dopoguerra tante persone si sono rimboccate le maniche e hanno costruito l’Italia, senza prendere i sassi per andare a tirarli contro le istituzioni. Mi sto chiedendo se ai giovani di oggi dobbiamo dare l’esempio di giustificare la violenza di questi giorni. Io sono decisamente contrario ad ogni tipo di violenza”.
Proprio ieri il sindaco di Corbetta Marco Ballarini ha postato un video sul suo canale Instagram ‘Adesso parlo io…’ parlando dell’assurda psicosi di tante mamme che hanno telefonato impaurite di mandare i figli a scuola per via di possibili incidenti. Questa è la situazione in cui viviamo. Una giornata di grande paura, rientrata senza conseguenze sul fronte dell’ordine pubblico, ma che lascia aperti interrogativi profondi.













