L’innovazione scientifica rappresenta una delle frontiere più importanti della medicina contemporanea. Affinché possa tradursi in un reale progresso per la collettività, è però fondamentale coniugare le nuove opportunità terapeutiche con un sistema sanitario capace di rispondere ai bisogni dei pazienti. È questo il tema al centro del convegno **“CAR-T: un diritto equo per una innovazione terapeutica”**, promosso dall’ASST Ovest Milanese e in programma venerdì 23 ottobre 2026, alle ore 16.30, presso Spazio 27/B, in via Luigi Girardi 27/b a Legnano.
L’iniziativa punta ad approfondire le prospettive offerte dalle terapie CAR-T, una delle innovazioni più significative nell’ambito dell’immunoterapia, affrontando anche le questioni cliniche, organizzative, etiche e sociali legate alla loro diffusione. Una sfida che coinvolge non soltanto il mondo medico e scientifico, ma anche le istituzioni, le associazioni dei pazienti e le realtà impegnate nella tutela della salute.
Le terapie CAR-T, attraverso una procedura che prevede la modificazione delle cellule T del paziente affinché possano riconoscere e attaccare le cellule tumorali, hanno aperto nuove prospettive soprattutto nel trattamento di alcune neoplasie ematologiche. Si tratta di percorsi altamente specialistici, che richiedono competenze specifiche, strutture adeguate e un’organizzazione sanitaria in grado di accompagnare il paziente nelle diverse fasi del trattamento.
Dalla frontiera scientifica alle sfide della sanità
Il programma si aprirà alle 16.30 con i saluti istituzionali e gli interventi di Francesco Laurelli, direttore generale dell’ASST Ovest Milanese, e di Alessandro Corso, direttore dell’Ematologia della stessa azienda sanitaria. Seguirà l’approfondimento “L’immunoterapia in Medicina – Fra opportunità e criticità”, dedicato alle potenzialità e alle complessità legate all’evoluzione delle cure.
Alle 17 è prevista la prima tavola rotonda, dal titolo “L’espansione delle CAR-T – Dall’Ematologia alle Nuove Specialità”, con la partecipazione di Alessandro Corso, Antonino Mazzeo, Antonio Manzini e Lucia Politini. Il confronto approfondirà le prospettive di sviluppo di queste terapie e le possibilità di estenderne l’impiego ad altri ambiti clinici, nel rispetto delle evidenze scientifiche disponibili.
Alle 18 spazio alla seconda tavola rotonda, “L’etica dell’accesso – Superare il divario territoriale e i costi sociali”. Al centro, il rapporto tra innovazione, sostenibilità del sistema sanitario e uguaglianza nelle opportunità di cura.
La discussione coinvolgerà anche i pazienti, attraverso un dialogo con le istituzioni e con i referenti delle associazioni REL e ROL. Interverranno Alessandro Scardoni, Davide Croce, Davide Petruzzelli, Felice Bombaci, Silvana Gatti, GilS, Maria Grazia Pisu e Gianluca Pedicini, insieme ai rappresentanti istituzionali.
Il confronto consentirà di approfondire le difficoltà che possono accompagnare i percorsi terapeutici più complessi: dalla disponibilità di strutture specializzate alla presa in carico dei pazienti, fino alle ricadute economiche e sociali che una malattia può determinare per le persone e per le loro famiglie.
Il ruolo delle istituzioni e del territorio
Il convegno si inserisce in una riflessione più ampia sul futuro della sanità, chiamata a coniugare l’eccellenza della ricerca con servizi efficienti, percorsi assistenziali efficaci e attenzione alle esigenze concrete dei cittadini.
In questo scenario, la collaborazione tra professionisti, strutture sanitarie, istituzioni, associazioni e fondazioni rappresenta un elemento essenziale per individuare le criticità e sviluppare risposte condivise. Informazione, organizzazione e continuità assistenziale diventano strumenti fondamentali per accompagnare i pazienti lungo il percorso di cura.
I lavori si concluderanno alle 19 con la discussione finale, seguita dalla chiusura prevista alle 19.30. A moderare l’incontro sarà la giornalista Federica Bosco.
L’appuntamento è rivolto in particolare agli specialisti del settore, al personale sanitario e scientifico, ai rappresentanti delle istituzioni, alle associazioni e alle fondazioni del territorio.
Un’occasione di approfondimento che mette al centro una questione decisiva per la sanità di oggi e di domani: **fare in modo che il progresso scientifico non si fermi alla ricerca, ma diventi una concreta opportunità di cura, coniugando innovazione, equità e attenzione alla persona.**













